L’Olimpia Milano, in una serata dai toni amari, si arrende all’Hapoel Tel Aviv, cedendo in Eurolega con un risultato finale di 83-105.
La sconfitta, la sesta in sei incontri, rappresenta un campanello d’allarme per la squadra di Messina, che interrompe una serie positiva di quattro successi consecutivi e condivide ora il record delle sconfitte stagionali.
L’Hapoel Tel Aviv, leader indiscusso del torneo, ha imposto una superiorità fisica e tecnica evidente, soprattutto sotto i tabelloni, dove la difesa milanese ha mostrato evidenti crepe.
La partita, inizialmente equilibrata, ha visto l’EA7 Emporium tenere il passo degli israeliani fino all’intervallo (45-49), grazie ad una partenza vivace e ad una certa tenuta difensiva.
Tuttavia, la ripresa ha visto un’Hapoel Tel Aviv trasformarsi in una macchina offensiva implacabile.
Un parziale di 12-0, quasi senza soluzione di continuità, ha spezzato l’inerzia della partita, proiettando gli ospiti verso una vittoria apparentemente in discussione solo sulla carta.
Milano, visibilmente affaticata e con diverse pedine importanti alle prese con non ottimali condizioni fisiche e assenze rilevanti, ha faticato a trovare la forza di reagire, mostrando una scarsa capacità di recuperare il divario.
Nonostante gli sforzi individuali di Bolmaro (16 punti) ed Ellis (15), che hanno cercato di arginare l’ondata offensiva israeliana, l’Olimpia non è riuscita a contenere la potenza di fuoco avversaria.
L’Hapoel ha dominato il confronto a canestro con un impressionante 63% di precisione dal campo, e un ancora più notevole 72% dalle distanze ravvicinate, testimonianza della loro efficacia e della loro capacità di sfruttare al meglio le debolezze avversarie.
Blakeney e Oturu, con 20 punti a testa e quest’ultimo autore di 7 rimbalzi, si sono rivelati i principali protagonisti della serata, guidando i loro compagni verso un successo meritato e consolidando il primato in classifica.
La prestazione evidenzia una serie di problematiche strutturali, che vanno oltre la mera somma delle assenze: una fragilità fisica, una difficoltà nel gestire i ritmi elevati dell’Eurolega e una certa dipendenza dalle prestazioni individuali.
La trasferta di Trieste, in programma domenica, rappresenterà un banco di prova importante per l’Olimpia, chiamata a ritrovare la giusta alchimia e a recuperare energie preziose per affrontare un campionato che si fa sempre più competitivo.





