Il recente giro di partite di Serie A ha lasciato dietro di sé una scia di sanzioni disciplinari, rivelando tensioni sul campo e comportamenti che hanno sollevato interrogativi sulla gestione emotiva e il rispetto delle regole nel mondo del calcio.
Il giudice sportivo Gerardo Mastrandrea ha emesso una serie di provvedimenti, che coinvolgono allenatori, vice allenatori, calciatori e società, delineando un quadro di sanzioni che vanno dalla squalifica alla multa.
Al centro dell’attenzione l’episodio relativo alla sfida tra Milan e Lazio, che ha visto Massimiliano Allegri, tecnico del Milan, espulso e successivamente sanzionato con una giornata di squalifica e una multa di 10.000 euro.
L’espulsione, derivante da una contestazione veemente e percepita come intimidatoria nei confronti dell’arbitro durante la procedura di “on field review”, evidenzia una crescente difficoltà da parte degli allenatori a controllare le proprie reazioni emotive in situazioni di forte pressione.
L’episodio solleva riflessioni sull’importanza del ruolo dell’allenatore come figura di riferimento per i propri giocatori, e sulla necessità di mantenere un comportamento rispettoso nei confronti delle decisioni arbitrali, anche in caso di disaccordo.
La vicenda non si è limitata all’allenatore milanista.
Marco Ianni, vice allenatore della Lazio, ha ricevuto una sanzione di una giornata di stop e una multa di 5.000 euro, a seguito di un comportamento considerato minaccioso nei confronti di Allegri.
La reciprocità delle provocazioni sottolinea una dinamica di escalation emotiva che, se non gestita adeguatamente, rischia di compromettere l’integrità e la correttezza dell’ambiente sportivo.
Parallelamente, anche il tecnico dell’Udinese, Kosta Runjaic, e un membro dello staff del Verona, Nicola Beati, sono stati esclusi dalla panchina per un turno, a causa di contestazioni plateali nei confronti delle decisioni arbitrali.
Questo scenario amplifica la necessità di una maggiore consapevolezza da parte degli addetti ai lavori riguardo all’impatto delle proprie azioni e parole sull’andamento della partita e sul clima di rispetto reciproco.
Sul fronte dei calciatori, la squalifica di una giornata per Emir Troilo (Parma), espulso, si aggiunge alle ammonizioni per diffidenza che vedono coinvolti Roberto Gagliardini (Verona) e Marin Pongracic (Fiorentina), evidenziando come un singolo episodio possa compromettere la permanenza in campo di un giocatore.
Le sanzioni non si limitano ai protagonisti diretti del gioco, ma si estendono anche alle società.
La Roma è stata multata di 10.000 euro per comportamenti antisportivi da parte dei propri tifosi, inclusi lanci di oggetti pirotecnici e cori offensivi, mentre l’Inter ha ricevuto un’ammenda di 5.000 euro per comportamenti analoghi.
Queste sanzioni ribadiscono l’importanza del ruolo delle società nel promuovere un ambiente sportivo rispettoso e nel condannare comportamenti violenti o offensivi da parte dei propri sostenitori.
La responsabilità della tifoseria, e la gestione delle dinamiche di rivalità calcistica, emergono come elementi chiave per garantire la sostenibilità e l’immagine positiva del calcio italiano.
La linea di demarcazione tra passione e eccesso, tra tifo e violenza, necessita di una riflessione costante e di azioni concrete da parte di tutti gli attori coinvolti.





