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Aleppo: Escalation di violenza, civili sotto assedio.

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Aleppo, città martoriata dalla guerra da oltre un decennio, è nuovamente teatro di una drammatica escalation di violenza.

Nei quartieri di Ashrafiye e Sheikh Maqsud, roccaforti curdo-siriane, si sono intensificati i combattimenti tra fazioni armate siriane, apparentemente sotto la guida di Ahmad Sharaa, e le unità curde locali.

L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, fonte indipendente che monitora il conflitto, esprime la più profonda preoccupazione per le conseguenze devastanti che questa nuova ondata di violenza sta avendo sulla popolazione civile e sull’urgente necessità di proteggere le infrastrutture già gravemente danneggiate.
In un breve lasso di tempo di 48 ore, il bilancio delle vittime si è pesantemente aggravato, con quindici civili deceduti e circa sessanta feriti, tra cui un numero allarmante di donne e bambini innocenti.
Le perdite si estendono anche ai combattenti, con cinque vittime riconducibili alle fazioni belligeranti.
Questi numeri, sebbene già tragici, rappresentano probabilmente solo la punta dell’iceberg, considerando la difficoltà di accesso alle aree di conflitto e la conseguente sottostima delle vittime.

Le descrizioni dei combattimenti delineano uno scenario di guerra urbana brutale e indiscriminata.

L’utilizzo di un ampio ventaglio di armamenti, dalle armi leggere a quelle pesanti, compresi lanciarazzi e artiglieria, ha generato esplosioni assordanti che hanno seminato terrore e panico tra i residenti, costretti a convivere con la costante minaccia di morte e distruzione.

La violenza, amplificata dalla natura urbana del conflitto, rende particolarmente difficile distinguere tra combattenti e civili, esponendo questi ultimi a rischi inaccettabili.
Un attacco con drone contro il quartiere curdo di Bani Zaid ha provocato feriti tra i civili, mentre l’area di Shaqif è stata devastata da ulteriori bombardamenti, amplificando il già diffuso senso di disperazione.

La distruzione di abitazioni e infrastrutture essenziali esacerba la crisi umanitaria, rendendo la sopravvivenza quotidiana un’impresa ardua.
La situazione, caratterizzata da una profonda assenza di meccanismi di protezione per i civili, è ulteriormente aggravata da minacce di assalto rivolte agli abitanti di Sheikh Maqsud e Ashrafiye, provenienti da fazioni legate ad Ahmad Sharaa.

Un elemento che contribuisce a rendere il contesto ancora più complesso è l’afflusso di sfollati provenienti da Afrin, una regione anch’essa devastata dal conflitto, che aggiunge pressione sulle risorse limitate e sulle già fragili strutture sociali di Aleppo.
Questa nuova ondata di rifugiati amplifica le tensioni e la competizione per le risorse, alimentando potenzialmente ulteriori conflitti.
La comunità internazionale, così come le organizzazioni umanitarie locali, sono state interpellate per intervenire urgentemente e promuovere un cessate il fuoco immediato, auspicando una soluzione pacifica che possa porre fine a questa spirale di violenza e portare sollievo alla popolazione di Aleppo.
La necessità di garantire l’accesso umanitario alle aree colpite e di fornire assistenza ai civili vulnerabili è diventata una priorità assoluta.

Il futuro di Aleppo e il benessere dei suoi abitanti dipendono dalla capacità della comunità internazionale di agire con prontezza e determinazione.

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