La tragica vicenda di Crans-Montana ha scosso profondamente l’Italia, richiedendo un’azione risoluta e una ricerca implacabile della verità.
Il Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha espresso in Senato la ferma determinazione del Governo a perseguire ogni responsabilità e a garantire la massima trasparenza nell’accertamento dei fatti, mettendo in luce comportamenti che denotano una carenza di diligenza inaccettabile.
La richiesta di costituirsi parte civile nel processo non è quindi un atto formale, bensì una dichiarazione di intenti: riconoscere la gravità della ferita inferta alla collettività italiana e assicurare che le vittime e le loro famiglie ottengano giustizia.
Il Governo italiano, fin dalle prime ore, ha monitorato con scrupolo l’andamento delle indagini, sia in Svizzera che in Italia, dimostrando una partecipazione attiva e responsabile.
L’incontro del Ministro a Sion con le autorità cantonali – il presidente, il comandante della polizia e la procuratrice generale – ha sancito l’impegno reciproco a operare con la massima severità nell’analisi degli eventi e nell’identificazione dei responsabili, auspicando l’adozione di tutte le misure necessarie per assicurare che la giustizia sia fatta.
Questa iniziativa non si limita alla mera constatazione, ma si traduce in una richiesta esplicita di un’indagine rigorosa, che non tralasci alcun dettaglio e che consideri tutte le possibili connessioni e implicazioni.
L’attenzione del Governo non si limita al contesto svizzero.
Parallelamente, viene seguita con la massima collaborazione lo svolgimento delle indagini da parte della Procura di Roma, garantendo pieno sostegno istituzionale laddove richiesto dall’Autorità giudiziaria.
L’Avvocatura Generale dello Stato, nel ruolo di punto di contatto con le famiglie delle vittime, sta lavorando in stretto coordinamento sia con la magistratura elvetica che con la Procura di Roma, facilitando lo scambio di informazioni e garantendo un approccio integrato e proattivo.
La vicenda solleva interrogativi complessi che vanno al di là della semplice analisi delle responsabilità individuali.
Riguarda la necessità di una revisione dei protocolli di sicurezza, la valutazione dei rischi in contesti ad alta frequentazione e la verifica dell’efficacia dei meccanismi di prevenzione.
L’Italia, con la sua posizione geografica e il suo ruolo internazionale, ha il dovere di contribuire alla costruzione di un quadro normativo più robusto e di promuovere la cooperazione transfrontaliera per evitare che tragedie di questa portata si ripetano.
La ricerca della verità non è un atto di accusa, ma un imperativo morale e un atto di rispetto nei confronti delle vittime e dei loro cari.







