La strategia militare russa in corso di evoluzione proietta una significativa intensificazione delle operazioni con droni sul fronte ucraino.
Secondo le recenti dichiarazioni del Comandante Supremo delle Forze Armate ucraine, Oleksandr Syrsky, Mosca ambisce a incrementare la produzione giornaliera di droni fino a raggiungere la cifra di mille unità entro il 2026.
Questa proiezione, se realizzata, rappresenterebbe un salto qualitativo e quantitativo nell’impiego di questi sistemi autonomi nel conflitto.
Le osservazioni di Syrsky dipingono un quadro di un avversario determinato a proseguire le ostilità, rifiutando aperture verso negoziati di pace.
Contrariamente a ipotesi di una possibile de-escalation, si assiste a un’intensificazione delle operazioni belliche, caratterizzata da un aumento del numero di gruppi d’assalto russi e da un notevole sforzo nell’incremento della produzione di armamenti, inclusi missili e, soprattutto, droni.
Il dato attuale, secondo le stime di Syrsky, indica una capacità produttiva russa di circa 404 droni Shahed di varie tipologie al giorno.
Questa cifra, già considerevole, è destinata ad aumentare drasticamente, testimoniando una focalizzazione strategica sull’utilizzo di questi sistemi a basso costo, ma ad alto impatto, per erodere le capacità difensive ucraine e destabilizzare le infrastrutture critiche.
L’incremento pianificato della produzione di droni russi non si limita semplicemente ad aumentare il numero di unità impiegate.
Questo piano strategico include probabilmente un’evoluzione tecnologica dei droni stessi, con l’introduzione di nuove funzionalità, come maggiore autonomia, capacità di carico utile potenziate, sistemi di guida più sofisticati e una resistenza migliorata alle contromisure elettroniche.
La capacità di Mosca di raggiungere questo ambizioso obiettivo produttivo è legata a diversi fattori, tra cui la disponibilità di materie prime, la capacità di eludere le sanzioni internazionali e la capacità di reclutare e formare personale qualificato.
La produzione di droni richiede una complessa catena di approvvigionamento che coinvolge componenti provenienti da diverse parti del mondo, e la capacità di aggirare le restrizioni commerciali imposte dalle sanzioni sarà cruciale per il successo del piano.
L’annuncio di Syrsky evidenzia la necessità per l’Ucraina di intensificare i propri sforzi per contrastare la minaccia dei droni russi, investendo in sistemi di difesa aerea a corto raggio, in tecnologie di guerra elettronica e in programmi di formazione per il personale militare.
La capacità di neutralizzare la crescente ondata di droni russi sarà determinante per la sopravvivenza e la prosperità dell’Ucraina.
La sfida è complessa e richiede un approccio multidimensionale che coinvolga non solo le forze armate, ma anche il governo, il settore privato e la comunità internazionale.







