Il silenzio, rotto solo dal ticchettio dell’orologio nel centro congressi Le Régent, pesava come un macigno.
Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, si è presentato dinanzi a una delegazione di giornalisti provenienti da tutta Europa, un fronte comune di inchiesta e dolore, per affrontare l’amara constatazione emersa dalle indagini sulla tragedia del Capodanno.
La sua testimonianza, protrattasi per un intenso lasso di tempo, quasi un’ora di domande e risposte, ha rivelato un quadro preoccupante: l’ultimo controllo di sicurezza antincendio relativo al locale teatro della catastrofe risale al 2019, in flagrante violazione della legislazione vigente che ne richiede l’esecuzione annuale.
Questo dettaglio, apparentemente tecnico, si configura come un tassello fondamentale nella complessa ricostruzione degli eventi e nella determinazione delle responsabilità.
La mancata verifica, un obbligo legale e precauzionale, solleva interrogativi profondi sulla governance locale e sulla capacità di garantire la sicurezza dei cittadini.
Non si tratta semplicemente di un’omissione burocratica, ma di una potenziale falla nella catena di eventi che ha condotto alla tragica conclusione.
Féraud, con un’apparente compostezza forzata, ha sottolineato che spetterà ora alla magistratura valutare l’impatto di questa carenza nella definizione delle cause e delle responsabilità.
L’amministrazione comunale, ha dichiarato, si sottoporrà integralmente al giudizio della giustizia, assumendosi qualunque onere e conseguenza derivante dall’inchiesta.
La vicenda non si limita a una questione di responsabilità legale, ma apre un dibattito più ampio sulla sicurezza nelle strutture pubbliche, sulla necessità di rafforzare i controlli e di implementare misure preventive più rigorose.
L’evento ha scosso la comunità locale e sollevato interrogativi su come prevenire simili tragedie in futuro.
La trasparenza e la collaborazione con le autorità giudiziarie sono considerate essenziali per ristabilire la fiducia dei cittadini e per onorare la memoria delle vittime.
Il futuro di Crans-Montana, e l’immagine del suo sindaco, pende ora sull’esito delle indagini e sulla capacità dell’amministrazione di dimostrare un impegno concreto verso la sicurezza e la prevenzione.
La ferita è profonda e la sua guarigione richiederà tempo, trasparenza e un profondo esame di coscienza.





