Allarme nel Golfo: ricerche in corso per presunto SUP scomparso

Il Golfo di Napoli è stato teatro, nelle ultime ore, di una complessa operazione di ricerca e soccorso, innescata da una segnalazione inusuale giunta alla Capitaneria di Porto.

La richiesta d’intervento è nata dall’analisi di immagini di videosorveglianza, fornite da un vigilante del Parco della Gaiola, che avrebbero immortalato un incidente: un uomo, impegnato nella pratica del SUP (Stand Up Paddleboarding), sarebbe stato travolto da un’onda, precipitando in mare.

Nonostante l’allarme, l’assenza di comunicazioni dirette da parte dell’ipotetico naufrago – nessun “MyDay” condiviso online né altre segnalazioni ufficiali di persone scomparse – e la mancanza di testimonianze oculari confermanti l’evento, non hanno indotto le autorità a sospendere le ricerche.
Diversi testimoni presenti nella zona indicata hanno riferito di non aver assistito alla caduta dell’uomo, aggiungendo un elemento di incertezza al quadro degli eventi.

La scoperta di una tavola da SUP, alla deriva nelle acque del golfo, ha ulteriormente complicato la situazione.

Data la recente agitazione del mare, è plausibile che l’attrezzatura fosse già presente in quella posizione, rendendo difficile accertare se si tratti effettivamente della tavola utilizzata dall’uomo scomparso.
Attualmente, due motovedette della Guardia Costiera stanno conducendo minuziose perlustrazioni a largo, mentre un elicottero dei Vigili del Fuoco sorvola l’area, ampliando la copertura visiva e sfruttando la capacità di ricognizione aerea.
L’operazione è resa particolarmente delicata dalla combinazione di fattori ambientali – mareggiate recenti che limitano la visibilità e rendono difficoltosi i recuperi – e dalla mancanza di certezze riguardo all’effettivo accadimento.
Le autorità stanno valutando attentamente tutte le informazioni disponibili, cercando di ricostruire la sequenza degli eventi e di determinare la reale necessità di proseguire le ricerche.

L’attenzione è focalizzata sull’analisi dei dati provenienti dalle telecamere di sorveglianza e sulla raccolta di ulteriori testimonianze, confidando di poter fare luce su questa vicenda anomala e di poter fornire una risposta concreta alle preoccupazioni sollevate dalla segnalazione iniziale.

La speranza è che si possa chiarire rapidamente la situazione, auspicando che si tratti di un errore o di un fraintendimento, evitando così di impegnare risorse in una ricerca infondata.

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