Armi fantasma: scoperto arsenale illegale in Campania.

L’ombra di un mercato occulto si allunga sulla regione campana, rivelando l’esistenza di un florido traffico di “armi fantasma”, un fenomeno criminale che elude i registri ufficiali e sfida i controlli delle forze dell’ordine.

La scoperta, avvenuta nel comune di Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, in un terreno isolato di via Nocerelle, testimonia la sofisticatezza e la pervasività di questa attività illecita.

I Carabinieri hanno rinvenuto un vero e proprio arsenale occulto, contenuto in uno zaino accuratamente nascosto.
Non si tratta di armi di fabbricazione industriale, ma di repliche o pistole acquistate inizialmente con l’etichetta “a salve”, poi sottoposte a manipolazioni abili e precise che le hanno trasformate in armi da fuoco perfettamente funzionanti e letali.
L’assenza di numeri di serie – mai ne hanno avuti – le rende “fantasma”, prive di identità, impossibili da rintracciare nei database delle autorità.

L’abilità nella trasformazione è evidente: non si tratta di semplici modifiche, ma di un’opera che richiede competenza tecnica e attrezzature specifiche, suggerendo il coinvolgimento di professionisti del settore, forse ex armaioli o meccanici con conoscenze approfondite.
La reperibilità di questi componenti, almeno in parte, online, facilita l’approvvigionamento di pezzi di ricambio e schemi, alimentando un mercato nero in continua espansione.

L’arsenale sequestrato comprendeva cinque pistole, un numero significativo considerando la difficoltà di tracciamento di tali armi.

A completare il quadro, otto caricatori pieni e un quantitativo impressionante di munizioni: ben 273 proiettili di vario calibro, alcuni dei quali di produzione militare, destinati ad aumentare esponenzialmente la capacità offensiva delle armi.

La presenza di munizioni da guerra suggerisce che queste armi potrebbero essere destinate a contesti criminali particolarmente gravi, o addirittura a gruppi organizzati.

Le pistole, ora in custodia, saranno sottoposte a complesse analisi balistiche.
Questa operazione è cruciale per stabilire se le armi siano state impiegate in episodi di violenza o crimini non ancora collegati a loro.
Il confronto con i proiettili recuperati in scene del crimine potrebbe rivelare collegamenti inattesi e portare all’identificazione dei responsabili.

La complessità dell’indagine risiede proprio nella natura “fantasma” delle armi, che rende il percorso di ricostruzione degli eventi e l’individuazione dei canali di approvvigionamento particolarmente arduo.
Il fenomeno delle “armi fantasma” rappresenta una sfida complessa per le forze dell’ordine, richiedendo un approccio multidisciplinare che coinvolga competenze tecniche, investigative e un’attenta analisi del contesto criminale in cui operano.

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