Caserta, archiviata l’inchiesta sui fondi SPRAR: fine di un caso politico.

La vicenda legata alla gestione dei fondi destinati all’accoglienza dei richiedenti asilo nel territorio di Caserta, attraverso il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo (oggi SAI), si conclude con un atto formale che ne segna la fine: l’archiviazione di tutte le diciassette persone inizialmente indagate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

Un’archiviazione richiesta dallo stesso ufficio inquirente, guidato dai sostituti Ida Capone e Pierpaolo Bruni, che ne ha accelerato la conclusione, ponendo fine a una complessa e controversa situazione.
L’inchiesta, nata da presunte irregolarità nell’utilizzo di circa sei milioni di euro, aveva coinvolto esponenti del Centro sociale “Ex Canapificio” di Caserta, funzionari comunali, operatori sociali e figure di spicco nell’associazionismo locale, tra cui Suor Rita Giarretta, riconosciuta per il suo instancabile impegno nel sostegno alle donne in difficoltà, spesso vittime di sfruttamento.

La notizia dell’archiviazione è stata accolta con sollievo e soddisfazione dai diretti interessati, che in una conferenza stampa hanno espresso la propria innocenza e hanno denunciato una campagna diffamatoria di natura politica.
L’elenco degli archiviati è corposo e include personalità come Virginia Crovella, candidata alle elezioni regionali, Fabio Basile, Mimma D’Amico, Imma D’Amico, Giampaolo Mosca, Enzo Fiano, Federica Maria Crovella, Massimo Cocciardo, Andrea Bartoli, Gianluca Castaldi, Claudia Campolattano, Suor Rita, l’ex funzionario comunale Matteo Palmisani, Riccardo Russo del Servizio Centrale del Viminale e i tre ex revisori dei conti comunali, Bruno D’Agostino, Michelina Bruno e Pietro Losco.

La vicenda, che inizialmente ipotizzava la configurazione di un’associazione a delinquere, si è protratta per ben sette anni, caratterizzata da una intensa campagna mediatica che ha messo a dura prova l’operato del Centro sociale “Ex Canapificio”, culminata con la perdita della gestione del progetto Sprar e lo sgombero della storica sede.
Un elemento di particolare rilevanza è l’intervento ripetuto dell’attuale ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, all’epoca Ministro dell’Interno e quindi responsabile diretto dei fondi Sprar, che non ha esitato ad attaccare il Centro sociale.

La chiusura del caso è stata supportata da numerose figure istituzionali, testimoniando l’importanza di una riflessione approfondita sulle dinamiche che hanno portato a questa inchiesta.

Alla conferenza stampa ha partecipato anche l’assessore regionale alla legalità Mario Morcone, mentre l’europarlamentare Sandro Ruotolo ha inviato un messaggio di apprezzamento, sottolineando la necessità di tutelare l’operato di chi, quotidianamente, si impegna nell’accoglienza e nell’assistenza ai migranti, spesso in condizioni di estrema vulnerabilità.

L’archiviazione rappresenta, quindi, non solo la conclusione di un’indagine giudiziaria, ma anche un monito a evitare strumentalizzazioni politiche e a garantire una gestione trasparente e responsabile dei fondi destinati all’accoglienza dei richiedenti asilo.

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