Nonostante un notevole consenso elettorale, che gli ha garantito 14.966 voti, Armando Cesaro non farà ritorno all’interno del Consiglio Regionale della Campania.
Figura di spicco nel panorama politico locale, Cesaro aveva precedentemente ricoperto il ruolo di consigliere regionale per Forza Italia tra il 2015 e il 2020.
La sua candidatura, presentata questa volta con la lista civica “Casa Riformista Campania”, si è rivelata insufficiente per superare le soglie necessarie per l’elezione.
La sua storia personale è profondamente intrecciata con quella del suo illustre padre, Luigi Cesaro, una figura chiave nel percorso politico campano del Partito Popolare e poi del Partito di Berlusconi.
Luigi Cesaro vanta un curriculum vitae ricco di incarichi prestigiosi: dalla carica di eurodeputato, fino al ruolo di deputato nazionale e alla presidenza della Provincia di Napoli, testimonianza di un impegno politico decennale e di una profonda conoscenza delle dinamiche territoriali.
L’eredità politica paterna ha certamente contribuito a plasmare l’approccio e le sensibilità di Armando Cesaro, sebbene quest’ultimo abbia cercato di affermare una propria identità all’interno del panorama politico regionale.
A conquistare un seggio al Consiglio Regionale, invece, è stato Ciro Buonajuto, avvocato e sindaco uscente di Ercolano.
Buonajuto, forte di un mandato amministrativo consolidato e sostenuto da un ampio consenso popolare, ha ottenuto 19.230 preferenze, un risultato significativo che lo proietta all’interno dell’assise regionale.
La sua elezione rappresenta un segnale di rinnovamento e di fiducia nelle capacità amministrative di un sindaco che ha dimostrato impegno e competenza nel guidare la sua comunità.
L’esito di queste elezioni regionali evidenzia come l’importanza dei legami familiari e la continuità delle esperienze amministrative siano elementi cruciali nel definire il percorso politico di un candidato.
Allo stesso tempo, sottolinea la capacità di un candidato indipendente, come Ciro Buonajuto, di intercettare un consenso popolare sufficiente per assicurarsi un seggio e contribuire al dibattito politico regionale.
L’assenza di Armando Cesaro all’interno del Consiglio Regionale lascia un vuoto nell’esperienza e nella conoscenza del territorio, ma apre la strada a nuove voci e nuove prospettive per il futuro della Campania.






