Crisi cibo in carcere: agenti a secco, rischio sicurezza.

Una crisi alimentare di portata significativa affligge il sistema penitenziario campano, innescata dallo sciopero del personale addetto alle mense.

La protesta, motivata da mesi di mancati pagamenti, stipendi e tredicesime in sospeso, getta una luce cruda sulle fragilità di un appalto gestito da una società privata, con ripercussioni dirette sulla sicurezza e sul benessere degli agenti di polizia penitenziaria.
L’Unione Sindacale di Polizia Penitenziaria (USPP) ha lanciato l’allarme, denunciando una situazione di progressivo deterioramento del servizio mensa.
Non si tratta di un episodio isolato, ma del culmine di una gestione inefficiente che risale alla precedente amministrazione penitenziaria e che, purtroppo, è stata ereditata dal nuovo provveditore, senza un’azione tempestiva per risolvere il problema.

La carenza di cibo, che in alcuni casi si traduce in una totale assenza del servizio, compromette la capacità operativa e la serenità del personale di polizia, esposto a turni di lavoro massacranti in ambienti spesso caratterizzati da sovraffollamento e carenza di personale.
La situazione è resa ancora più gravosa dalla consapevolezza che gli agenti, incaricati di garantire l’ordine e la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari, si trovano a dover fronteggiare questa difficoltà senza un adeguato supporto.
La mancata fruizione di un pasto caldo, dopo ore di intenso lavoro in condizioni psicofisicamente estenuanti, incide negativamente sulla loro capacità di svolgere il proprio dovere con la professionalità e l’efficacia richieste.
L’USPP, esprimendo piena solidarietà ai lavoratori della mensa, anch’essi vittime di una gestione irresponsabile e di ritardi nei pagamenti che li pongono in una condizione di profonda incertezza, chiede con urgenza un intervento risolutivo.

La revoca immediata dell’appalto è considerata la misura più opportuna, con lo scorrimento della graduatoria per affidare il servizio a una ditta con comprovata affidabilità e già operativa in altri contesti della pubblica amministrazione.
Parallelamente, il sindacato sollecita l’erogazione immediata di buoni pasto a tutto il personale di polizia penitenziaria regionale, come forma di compensazione per le difficoltà subite e come riconoscimento del loro prezioso contributo alla sicurezza degli istituti.
L’USPP sottolinea che il rispetto del personale e la garanzia di condizioni di lavoro dignitose non sono un optional, ma una necessità imprescindibile per assicurare la continuità del servizio e per valorizzare l’impegno profuso dagli agenti, spesso chiamati a operare in condizioni di estrema difficoltà.
La vicenda, lungi dall’essere un mero problema alimentare, evidenzia una più ampia criticità nel sistema di gestione dei servizi essenziali all’interno delle carceri, richiedendo un ripensamento complessivo delle procedure di appalto e un maggiore controllo sull’operato dei gestori privati, al fine di tutelare il benessere del personale e garantire la corretta funzionalità del sistema penitenziario.

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