Dacia Maraini a Torre del Greco: Dialoghi sul Primo Comandamento

Nel cuore di Torre del Greco, il Circolo Nautico si è trasformato in un vibrante crocevia di idee e riflessioni, accogliendo un pubblico di studenti provenienti dai prestigiosi istituti Nobel, De Bottis, Pantaleo e Degni.
L’evento, aperto anche al pubblico nel corso della giornata, ha visto la presenza autorevole della scrittrice e saggista Dacia Maraini, in un dialogo appassionante incentrato sul primo dei dieci comandamenti, ispirato dal suo recente lavoro editoriale, “La bambina che vola”, inaugurando una collana innovativa in cui diverse autrici esploreranno ciascun precetto attraverso la lente della narrazione.
L’iniziativa, promossa dalla consigliera Anna Martorano e sostenuta dal presidente Gianluigi Ascione, ha rappresentato un’occasione unica per i giovani di confrontarsi con una figura di spicco della letteratura italiana, un momento di arricchimento culturale che il sindaco Luigi Mennella ha celebrato con un omaggio simbolico.

L’atmosfera, permeata di curiosità e rispetto, ha visto l’intervento della filosofa Esther Basile, che, con la moderazione di Salvatore Perillo, ha guidato la conversazione, aprendo la scena a un vivace scambio di domande e osservazioni da parte degli studenti, preparati con l’attenta lettura del libro e supportati dall’analisi sociologica di Antonietta Selvaggio.
Dacia Maraini ha affrontato la sfida di interpretare un comandamento, il primo, che si discosta dalla semplicità e dalla linearità delle sue controparti.
La scrittrice ha confessato di aver trovato nell’esperienza personale, un’infanzia segnata dalla reclusione in un campo di concentramento giapponese, e nel ricordo delle storie narrate dalla madre, un rifugio e un punto di partenza per la sua narrazione.
L’immagine di Pinocchio, fiaba che ha accompagnato l’infanzia di Maraini, si è fusa con l’idea di una donna che crea una bambola capace di esprimere un dialogo, un’apertura, anche verso il divino.

Piuttosto che limitarsi a una mera illustrazione del precetto, Maraini ha optato per un’esplorazione più profonda delle dinamiche umane, della ricerca di significato e della capacità di trascendere le avversità attraverso l’immaginazione e la creatività.
Il confronto non si è limitato alla discussione del contenuto del libro, ma si è esteso a riflessioni più ampie sulla responsabilità dell’arte, sul potere della narrazione come strumento di comprensione e di cambiamento, e sul ruolo dei giovani come protagonisti attivi nella costruzione di un futuro più consapevole e inclusivo.

L’incontro, che si è concluso con unanime entusiasmo, ha lasciato un segno indelebile nei cuori e nelle menti dei presenti, testimoniando il valore imprescindibile della cultura come motore di crescita personale e collettiva.

Un evento che, come sottolineato dal presidente Ascione, rimarrà una pietra miliare nella memoria della comunità di Torre del Greco.

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