Diabete al Sud: Nata una rete per cure più eque ed efficaci.

La crescente complessità della gestione del diabete e le disparità nell’accesso alle cure tra le regioni del Sud Italia hanno stimolato l’iniziativa di un coordinamento strategico tra le associazioni di pazienti.

Un congresso a Napoli, promosso dal Coordinamento delle associazioni di pazienti diabetici della Campania, ha rappresentato un momento cruciale per formalizzare questa rete collaborativa e delineare un percorso comune verso un’assistenza più equa ed efficace.
L’evento ha riscosso un’ampia partecipazione, con delegati provenienti da diverse regioni meridionali, sottolineando un diffuso riconoscimento della necessità di un approccio condiviso.

Fabiana Anastasio, presidente del Coordinamento campano e, successivamente, eletta coordinatrice delle associazioni del Sud, ha espresso grande soddisfazione per i risultati ottenuti, evidenziando come il congresso abbia rappresentato un punto di svolta.
I dati presentati da esperti del Ministero della Salute hanno messo in luce criticità significative.

La mortalità legata al diabete, la frequenza con cui si sviluppano complicanze diabetiche e le lacune nell’assistenza territoriale, in particolare nei servizi di prossimità e nella prevenzione secondaria, sono emerse come aree di urgente intervento.

Questa analisi ha evidenziato come, nonostante gli sforzi individuali delle associazioni locali, l’impatto complessivo fosse limitato dalla mancanza di una visione coordinata e di risorse condivise.
La presenza di Carlo Monti, capo della Segreteria tecnica del Ministro della Salute, ha confermato l’interesse e l’impegno del Ministero a sostenere attivamente questo nuovo coordinamento.
Questo segnale di supporto rappresenta una risorsa fondamentale per implementare progetti di formazione del personale sanitario, migliorare la diffusione di informazioni corrette per i pazienti e le loro famiglie, e promuovere l’adozione di protocolli diagnostici e terapeutici all’avanguardia.

L’obiettivo finale del coordinamento non è solo quello di colmare le lacune esistenti, ma anche di promuovere l’innovazione nell’assistenza diabetologica, sfruttando le specificità territoriali e le competenze delle singole associazioni.
Ciò include l’implementazione di programmi di telemedicina, l’integrazione di soluzioni digitali per la gestione della malattia e la sensibilizzazione della comunità locale sull’importanza della prevenzione e dell’educazione terapeutica.

La creazione di un sistema di supporto reciproco tra le associazioni permetterà anche di condividere buone pratiche, risorse umane specializzate e esperienze positive, accelerando il progresso verso un futuro in cui il diabete non sia più una sfida insormontabile per le comunità del Sud Italia.

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