Smantellata a Ercolano un’articolata rete criminale specializzata in frodi informatiche e riciclaggio di denaro, con ramificazioni a livello nazionale e che ha preso di mira, con spietata efficienza, la vulnerabilità degli anziani.
L’operazione, condotta dai Carabinieri della Tenenza di Ercolano in collaborazione con le forze dell’ordine di diverse province (Napoli, Ercolano, Cercola, Angri, Boscotrecase), ha portato all’arresto di otto individui, tra cui tre donne, accusati di associazione a delinquere finalizzata a truffa, frode informatica, riciclaggio e autoriciclaggio, nonché calunnia.
L’inchiesta, scaturita da una denuncia presentata nel novembre 2023 da una delle indagate – una figura paradossalmente coinvolta nella dinamica criminale – ha svelato un sistema complesso e ramificato.
La donna, inizialmente denunciando un sequestro di persona e coercizione al prelievo forzato di 48.000 euro attraverso vaglia ordinari presso uffici postali, si è rivelata parte integrante di un’organizzazione che sfruttava la sua stessa posizione per perpetrare le truffe.
I fondi, inizialmente versati sul suo conto postale, erano illecitamente ottenuti attraverso sofisticati attacchi informatici perpetrati a danno di ignari cittadini, principalmente anziani, in diverse regioni d’Italia.
Le indagini, caratterizzate da un’approfondita analisi delle immagini di videosorveglianza e intercettazioni telefoniche – inclusi numeri di telefono in uso a detenuti, segno di una capacità di operare anche dal circuito carcerario – hanno permesso di ricostruire la struttura operativa della centrale criminale.
Si trattava di un centro di coordinamento che impartiva direttive a una serie di “galoppini”, incaricati di recuperare i proventi illeciti e di trasferirli ai responsabili, spesso attraverso canali complessi e diversificati per eludere le autorità.
La rete criminale non si limitava a un singolo episodio: l’attività investigativa ha rivelato collegamenti con truffe commesse in diverse regioni, come dimostra il recupero di preziosi e monili in oro provenienti da una truffa ai danni di un’anziana di Bova Marina (Reggio Calabria), e l’acquisizione di ulteriori prove relative a un’altra truffa perpetrata contro una donna anziana di Candelo (Biella).
Oltre agli arresti domiciliari e alla custodia cautelare in carcere disposti per i principali responsabili, l’operazione mette in luce la crescente sofisticazione delle truffe informatiche che prendono di mira la popolazione più vulnerabile, evidenziando la necessità di un rafforzamento delle misure di prevenzione e di una maggiore sensibilizzazione degli anziani, spesso poco avvezzi alle insidie del web e più inclini a fidarsi di sconosciuti.
La vicenda sottolinea, infine, la complessità delle dinamiche criminali contemporanee, in cui la denuncia, inizialmente presentata come vittima, può rivelarsi un tassello chiave nella ricostruzione di una rete di relazioni criminali intrecciate.

