Esercitazione interforze al Lago Laceno: preparazione e resilienza in contesti di elevata complessitàUn’ampia e articolata simulazione di emergenza ha visto protagoniste le forze di soccorso nazionali presso l’impianto di risalita Funivia del Lago Laceno, in provincia di Avellino, focalizzandosi su scenari di incidente in un contesto montano particolarmente impegnativo.
L’esercitazione, orchestrata dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ha testato la capacità di risposta a eventi critici che potrebbero verificarsi in un impianto di seggiovia situato in un ambiente naturale di alta quota, precisamente lungo la linea Settevalli, che collega il Piano Laceno (1.100 metri) al Monte Raiamagra (1.400 metri).
L’operazione ha messo in campo tre distinti interventi di soccorso, ciascuno progettato per replicare le peculiarità di situazioni reali che richiedono competenze specialistiche e una coordinazione impeccabile.
Nel primo scenario, un’unità di soccorso alpino speleo fluviale (SAF) ha condotto un’operazione di salvataggio in quota, recuperando una persona intrappolata su un sedile a oltre mille metri di altitudine.
Questa manovra, eseguita con la massima precisione e sicurezza, ha simulato le sfide poste dall’ambiente montano e dall’inaccessibilità della posizione.
Il soggetto estratto è stato successivamente stabilizzato e trasportato in salvo mediante elisoccorso, permettendo di valutare l’efficacia delle procedure di evacuazione aerea.
Il secondo intervento ha simulato un evento ancora più complesso: la caduta di un soggetto a seguito di un tentativo di manomissione dei sistemi di sicurezza del sedile.
Questa simulazione ha posto l’accento sull’importanza della prevenzione e della sensibilizzazione degli utenti, oltre a richiedere l’immediato intervento di personale specializzato in primo soccorso sanitario.
La gestione del ferito, con l’applicazione di protocolli di stabilizzazione avanzati, ha permesso di valutare la capacità di risposta in caso di lesioni potenzialmente gravi.
Il successivo affidamento al personale della Croce Rossa Italiana ha completato la catena di soccorso, garantendo il trasferimento in ambiente ospedaliero per ulteriori cure.
Un terzo scenario, particolarmente rilevante in aree remote come quella del Lago Laceno, ha messo alla prova le capacità di ricerca e soccorso in ambiente boschivo.
Due persone, simulate in stato di agitazione, si sono allontanate dall’impianto, perdendo l’orientamento.
L’impiego di unità cinofile dei Vigili del Fuoco, supportate da tecniche di localizzazione avanzate, ha permesso di rintracciare i soggetti dispersi, dimostrando l’importanza della collaborazione tra diverse competenze per affrontare situazioni di emergenza in contesti di difficile accesso e con scarsa copertura di rete mobile.
L’esercitazione ha visto il coinvolgimento di un centinaio di Vigili del Fuoco provenienti da tutta la regione Campania, supportati da circa cinquanta soccorritori provenienti dalla Croce Rossa Italiana, dall’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco e dall’associazione di volontariato Le Aquile di Casoria.
Il successo dell’operazione ha non solo validato le sinergie tra le diverse istituzioni e organizzazioni del sistema di risposta all’emergenza, ma ha anche permesso di testare l’affidabilità dei sistemi di comunicazione satellitare, fondamentali per mantenere la connessione in aree isolate.
L’iniziativa ha rappresentato un importante banco di prova per affinare le procedure operative, migliorare la preparazione delle squadre di soccorso e rafforzare la resilienza della comunità di fronte a potenziali eventi critici in un ambiente montano a elevata complessità.

