L’annuncio dell’Eav, riguardante la sospensione intermittente del servizio ferroviario su tre cruciali linee del circuito vesuviano (Napoli-Sarno, Volla-Baiano e Napoli-Sorrento), ha generato un’ondata di sdegno e frustrazione tra i comitati di pendolari.
Lungi dall’essere una necessità operativa ineludibile, la decisione viene percepita come un’ulteriore penalizzazione per una comunità già provata da anni di disservizi e tagli al trasporto pubblico.
Enzo Ciniglio, Salvatore Ferraro, Marcello Fabbrocini e Salvatore Alaia, portavoce rispettivamente dei gruppi “No al taglio dei treni della Circumvesuviana”, “Circumvesuviana-Eav”, del comitato Cifariello Ottaviano e del comitato “E(a)vitiamolo”, esprimono un giudizio severo: la sospensione, giustificata con la necessità di eseguire verifiche sul nuovo materiale rotabile Stadler, appare una scelta miope e penalizzante, motivata primariamente da considerazioni economiche a scapito della qualità della vita dei pendolari.
La critica si concentra sull’apparente contraddizione tra la giustificazione aziendale e le reali condizioni operative.
Sebbene l’Eav argomenti l’impossibilità di effettuare i test in orario notturno, i portavoce sottolineano che, in località come Baiano e Sorrento, l’oscurità è una realtà già dalle 17:30.
Questa osservazione solleva un interrogativo scomodo: perché non optare per il pagamento di personale straordinario ai dipendenti, anziché ricorrere a costosi servizi di autobus sostitutivi appaltati a privati? Un’alternativa che, a parere dei comitati, denoterebbe una maggiore sensibilità verso le esigenze della collettività.
La questione non è nuova.
I territori del Nolano e del Vesuviano lamentano una persistente sensazione di abbandono, un senso di discriminazione che si è accentuato con l’introduzione dei nuovi treni.
Promesse di miglioramento e di modernizzazione del servizio si sono finora tradotte in un aumento dei disagi e nella conferma di una presunta mancanza di attenzione da parte del management Eav nei confronti delle reali necessità dei pendolari.
In attesa di un confronto costruttivo con i nuovi vertici regionali, i comitati di pendolari si dichiarano profondamente delusi e chiedono una revisione urgente delle politiche aziendali, auspicando un approccio più trasparente, partecipativo e orientato al benessere della comunità.
Si richiede, in sostanza, un cambio di paradigma che ponga il cittadino al centro delle decisioni che lo riguardano, piuttosto che un mero strumento per ottimizzare costi e profitti.
L’urgenza è palpabile: la fiducia è ai minimi storici e un’azione immediata è necessaria per evitare un ulteriore deterioramento del tessuto sociale ed economico del territorio vesuviano.

