Nel cuore pulsante di Avellino, Piazza Kennedy si trasforma in un luogo di memoria e riflessione con l’apertura della mostra interattiva “Quella domenica sera”, un percorso emozionale che rievoca il cinquantenario del devastante terremoto che colpì l’Irpinia il 23 novembre 1980.
Più che una semplice esposizione, si tratta di un’immersione sensoriale e intellettuale volta a comprendere la portata di un evento che ha segnato profondamente la storia e l’identità di un intero territorio.
La mostra, allestita in una tendostruttura all’avanguardia, non si limita a presentare documenti storici, ma li rende vivi attraverso tecnologie innovative.
Le edizioni straordinarie dei telegiornali dell’epoca, testimonianze dirette del panico e dell’angoscia collettiva, si affiancano a studi geologici approfonditi che analizzano la complessa struttura del sottosuolo irpino, un mosaico di faglie e rocce fragili che hanno amplificato l’energia tellurica.
Fotografie geolocalizzate, veri e propri cimeli del passato, offrono una documentazione dettagliata dei danni subiti dai comuni irpini, mentre mappe interattive permettono ai visitatori di ricostruire virtualmente l’evoluzione del disastro nel tempo.
Un elemento particolarmente coinvolgente è la stanza sismica, un ambiente simulato che permette di sperimentare, in condizioni di sicurezza, le vibrazioni e gli effetti di un terremoto all’interno di un’abitazione.
Questa esperienza, pur angosciante, mira a sensibilizzare il pubblico sulla necessità di adottare misure di prevenzione e di costruire edifici più resistenti.
Il sisma del 1980, con la sua magnitudo di 6.9, fu una ferita aperta che l’Irpinia porta ancora impressa nel suo tessuto sociale ed economico.
La scossa, durata novanta secondi, cancellò dal volto della terra diciotto comuni irpini, ne distrusse altri novantanove e provocò un bilancio terribile: quasi tremila morti, ottomila feriti e trecentomila sfollati.
Le macerie non furono solo di edifici, ma anche di speranze e di futuro.
Come ogni anno, le celebrazioni in memoria delle vittime si svolgono ad Avellino e nei comuni dell’Alta Irpinia, affiancate a convegni dedicati alla prevenzione sismica, un tema cruciale per un territorio così vulnerabile.
Il sindaco di San Mango sul Calore, Teodoro Boccuzzi, ha proclamato il lutto cittadino per commemorare le 84 vittime del suo comune, un segno tangibile del dolore che ancora pervade la comunità.
Il recente verificarsi di numerose scosse sismiche, culminate in un evento di magnitudo 3.6 il 24 ottobre, ha riportato alla memoria la fragilità del territorio e la costante minaccia che incombe sull’Irpinia.
Queste nuove manifestazioni telluriche, sebbene di minore intensità rispetto al sisma del 1980, hanno risvegliato antiche paure e sottolineato l’importanza di investire in ricerca, monitoraggio e interventi di mitigazione del rischio sismico.
“Quella domenica sera” non è solo una mostra sulla memoria, ma un invito a guardare al futuro con consapevolezza e responsabilità, impegnandosi per costruire un’Irpinia più sicura e resiliente.







