Il dibattito che infiamma il settore del trasporto persone a Napoli, lungi dall’essere una contrapposizione diretta tra taxi e Ncc (Noleggio con Conducente), si configura come una complessa questione di legalità, concorrenza leale e sostenibilità del servizio pubblico.
Le recenti mobilitazioni dei tassisti, supportate da un ampio fronte sindacale – che include Confail, Federtaxi/Cisal, Fast Confsal, Sitan/Atn, UGL/Taxi, Uri/Taxi, UTI, Consortaxi, Associazione Tassisti di Base e Unimpresa – non mirano a una guerra settoriale, bensì a sollecitare l’amministrazione comunale ad attuare misure concrete per contrastare pratiche illegali e garantire un’equa competizione.
La problematica principale risiede nella proliferazione di veicoli che offrono servizi di trasporto non di linea in maniera non conforme alla normativa.
Si tratta non solo di Ncc provenienti dall’interland campano, ma anche di auto di cortesia gestite da agenzie di viaggio che operano al di fuori dei regolamenti vigenti.
Questa situazione distorce il mercato, danneggia le aziende che operano nel rispetto delle regole e, in ultima analisi, compromette la qualità del servizio offerto ai cittadini.
La Prefettura, consapevole della gravità del fenomeno, ha avviato tavoli tecnici per analizzare le criticità e individuare soluzioni.
Tra queste, si discute della riattivazione e dell’ampliamento delle Zone a Traffico Limitato (ZTL), strumenti fondamentali per regolamentare la circolazione e limitare l’accesso al centro urbano a veicoli non autorizzati.
Un piano traffico efficace, insieme a un’applicazione rigorosa delle normative esistenti, potrebbe contribuire a riequilibrare la situazione e a contrastare la concorrenza sleale.
È importante sottolineare che l’amministrazione comunale è ben informata delle problematiche sollevate, tanto da averle già condivise con la Prefettura.
Tuttavia, persistono narrazioni fuorvianti che attribuiscono al settore un conflitto interno tra taxi e Ncc, una dicotomia artificiosa che non riflette la complessità della situazione.
In realtà, le diverse categorie di operatori del trasporto persone condividono un obiettivo comune: l’eradicazione dell’abusivismo e la tutela della legalità.
Il vero nemico non è la concorrenza, ma l’illegalità.
Un settore sano e competitivo può beneficiare della presenza di diverse opzioni per i clienti, purché tutti gli operatori rispettino le regole e contribuiscano a garantire un servizio di qualità.
La priorità è tutelare il diritto dei cittadini a un trasporto sicuro, efficiente e conforme alla legge, creando al contempo le condizioni per uno sviluppo sostenibile del settore nel suo complesso.
L’impegno congiunto delle istituzioni, delle associazioni di categoria e degli operatori del settore è essenziale per raggiungere questo obiettivo.






