Napoli, un posto vuoto contro la violenza sulle donne

Il Foro di Napoli si unisce a un gesto di profonda riflessione e impegno civile, abbracciando l’iniziativa “Posto occupato”.
Questa adesione, promossa con convinzione dal Comitato Pari Opportunità del Foro e dalla sezione locale dell’Adgi (Associazione Donne Giuriste d’Italia), si configura come un monito tangibile contro la violenza di genere e un tributo alle donne ingiustamente strappate alla vita.
In occasione della seduta consigliare del 26 novembre, un singolo posto nella sala consiliare rimarrà vuoto.
Non sarà un’assenza casuale, bensì un’occupazione simbolica: un drappo rosso, come ferita aperta e memoria vibrante, coprirà la sedia, recando il manifesto dell’iniziativa.

Questo spazio mancante rappresenta il potenziale inespresso, le carriere interrotte, le voci silenziate da un femminicidio che continua a insanguinare il tessuto sociale.
L’adesione a “Posto occupato” si inserisce in un percorso di sensibilizzazione e azione concreto già intrapreso dal Foro di Napoli.
Ricordiamo, infatti, l’installazione della “panca rossa” nella piazza coperta del Tribunale, un’opera che ha profondamente segnato la coscienza collettiva e che è frutto della collaborazione sinergica tra l’Ordine degli Avvocati e l’Adgi Napoli.
“Il femminicidio è una piaga che affligge la nostra società, un fenomeno transversale che non discrimina età, ceto sociale o provenienza geografica,” ha sottolineato il presidente del Foro, Carmine Foreste.
“È imperativo che le Istituzioni e le Associazioni di categoria si facciano interpreti di un grido di allarme, non solo con proclami, ma con azioni concrete e simbolicamente significative.

La ‘panca rossa’ e questa adesione a ‘Posto occupato’ rappresentano un primo passo, un invito a un impegno più ampio e profondo, che coinvolga l’intera comunità.

“L’iniziativa mira a stimolare una riflessione critica sulle cause profonde della violenza di genere, promuovendo una cultura del rispetto, dell’uguaglianza e della parità di diritti.

Si auspica che questo gesto silenzioso ma eloquente possa contribuire a rompere il ciclo della violenza, favorendo un cambiamento culturale duraturo e garantendo alle future generazioni un futuro libero dalla paura e dalla sopraffazione.
È un impegno a onorare la memoria delle vittime, combattendo attivamente contro ogni forma di discriminazione e violenza nei confronti delle donne.

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