Pendolari Vesuviani: Nuova Interruzione Linea, Disagi e Appelli

La comunità dei pendolari vesuviani e del comprensorio nolano-baianese si trova ancora una volta a fronteggiare una gestione infrastrutturale che appare profondamente carente e penalizzante.
I comitati di rappresentanza, tra cui spiccano Enzo Ciniglio (portavoce del gruppo Facebook “No al taglio dei treni della Circumvesuviana”), Salvatore Ferraro (portavoce di “Circumvesuviana-Eav”), Marcello Fabbrocini (presidente del comitato civico Cifariello Ottaviano) e Salvatore Alaia (presidente di “E(a)vitiamolo”), esprimono forte disappunto per la decisione di sospendere parzialmente la linea Baiano-Napoli dal 10 al 19 dicembre.
Questa nuova interruzione, che si aggiunge a mesi di precedenti lavori di modernizzazione e sperimentazione di nuovi mezzi, è motivata, secondo il comunicato Eav, dalla necessità di eseguire prove in esercizio del nuovo treno.

Un’ulteriore penalizzazione per i territori serviti da questa tratta, che si contrappone all’approccio adottato su altre linee, come la Napoli-Sarno (prove limitate a un tratto) e la Sorrento (effettuate prevalentemente in orario notturno).
La critica principale dei comitati non riguarda la necessità di aggiornare l’infrastruttura o introdurre nuove tecnologie, ma la marcata disparità di trattamento e la prevedibile aggravamento delle condizioni di vita dei pendolari.
La chiusura, seppur parziale, amplifica i disagi, compromette la continuità lavorativa e sociale, e solleva seri interrogativi sull’effettiva capacità di pianificazione strategica dell’Eav.

I rappresentanti dei pendolari sottolineano che le prove in esercizio potrebbero essere agevolmente programmate in orari notturni, sfruttando anche il tratto Volla-San Giorgio, attualmente inutilizzato per il transito dei viaggiatori, ma comunque percorribile dai treni.
La soluzione alternativa proposta, il cosiddetto “servizio sostitutivo”, si rivela tutt’altro che adeguata: salta fermate cruciali come Casalnuovo e, in una scelta definita “incomprensibile” dai comitati, non conduce i viaggiatori direttamente a Porta Nolana, bensì a Volla, costringendoli a un ulteriore trasferimento con bus navetta.
Questa sequenza di disservizi, frutto di una gestione apparentemente priva di logica, testimonia una continuità di approccio vessatorio nei confronti dei pendolari e dei territori serviti dalla linea Napoli-Baiano, che vengono percepiti come una sorta di “cigno di plastica” sacrificabile sull’altare di scelte manageriali discutibili.
I comitati civici e i pendolari lanciano un appello ai nuovi vertici regionali, sollecitando un intervento risolutivo per porre fine a questa gestione decennale, giudicata fallimentare e profondamente dannosa per la vitalità economica e sociale dell’intera area vesuviana.

È urgente una revisione complessiva delle politiche infrastrutturali, orientata alla trasparenza, alla partecipazione dei cittadini e alla priorità del benessere collettivo.

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