Pompei festeggia Bartolo Longo: una torta gigante per un Santo

Giovedì 23 ottobre, Pompei si prepara a celebrare la canonizzazione di Bartolo Longo con un evento che unisce fede, tradizione culinaria e comunità: una monumentale torta, offerta come segno tangibile di gratitudine per l’impronta indelebile lasciata dal nuovo Santo.
L’iniziativa, promossa dalla rinomata pasticceria di Marco De Vivo in stretta collaborazione con il Santuario Mariano e sostenuta dal Comune, si configura come un omaggio inedito e suggestivo.

La torta, un’opera d’arte dolce che supererà gli 80 chilogrammi e raggiungerà un’altezza di due metri, non è solo un dolce, ma una rappresentazione simbolica dell’eredità spirituale e sociale di Bartolo Longo.

Il gusto, scelto con cura, unisce la delicatezza della vaniglia alla ricchezza del cioccolato, un connubio pensato per evocare la semplicità e la profondità del messaggio che il Santo ha veicolato.

L’ideazione della torta è frutto della collaborazione tra Marco De Vivo, la moglie Ester e la figlia Simona, che hanno voluto creare un’opera che onorasse non solo la figura di Bartolo Longo, ma anche il suo profondo amore per i bambini, spesso dimenticati e bisognosi.

La composizione visiva, oltre a riprodurre il volto sereno del Santo, include una suggestiva rappresentazione del Santuario di Pompei, avvolta da due semicerchi che richiamano le braccia accoglienti di Bartolo Longo, un abbraccio spirituale che racchiude fedeli e orfani, in un gesto di protezione e speranza.

Questa scelta iconografica si rifà alle maestose linee del colonnato di San Pietro, simbolo di apertura e universalità.
La cerimonia di taglio della “Torta Abbraccio di Bartolo Longo” sarà presieduta dall’Arcivescovo Prelato di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo, in presenza del Sindaco Carmine Lo Sapio, e offrirà alla comunità pompeiana un momento di gioia condivisa, un’occasione per riflettere sull’impegno sociale e spirituale che Bartolo Longo ha incarnato, e un dolce ricordo di un uomo che ha saputo trasformare un luogo di miseria e disperazione in un faro di speranza e redenzione.

L’evento non si configura solo come una celebrazione, ma anche come un invito a perpetuare l’eredità di Bartolo Longo, continuando a coltivare i valori di solidarietà, carità e fede che hanno illuminato la sua vita.

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