domenica 31 Agosto 2025
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Raccordo Avellino-Salerno: traffico in tilt, cittadini infuriati.

La drammatica paralisi del raccordo autostradale Avellino-Salerno, inaugurata con l’implementazione del piano Anas, ha scatenato un’onda di frustrazione e protesta tra i cittadini.

La misura, volta a consentire il transito di autotrasportatori di pomodori attraverso la Galleria Monte Pergola, ha imposto un’uscita obbligatoria a Solofra, in direzione Avellino, per le autovetture in un preciso orario (dalle 10 alle 14), generando un collasso del traffico di proporzioni inaspettate.

L’effetto domino di questa deviazione ha riversato i veicoli sulla rete viaria ordinaria, trasformando percorsi abituali in autentiche trappole di metallo.

Automobilisti e pendolari si sono visti intrappolati in lunghe file, con ritardi che hanno sforato le due ore, testimonianza di un sistema logistico provvisorio che ha dimostrato la sua fragilità.
La Galleria Monte Pergola, arteria cruciale per la circolazione, è attualmente soggetta a lavori di manutenzione straordinaria che hanno comportato la chiusura della carreggiata in direzione Salerno.
In corrispondenza degli orari dedicati al transito dei mezzi pesanti, la galleria opera in doppio senso di marcia, un compromesso che, in questo caso, si è rivelato insufficiente a mitigare l’impatto negativo sulla viabilità.
Il sindaco di Solofra, Nicola Moretti, ha presieduto la scena, affiancato da un consistente presidio della Polizia Municipale, un segnale tangibile della gravità della situazione.

La sua voce si è unita a quella di altri primi cittadini della zona, reiterando l’urgenza di un incontro formale con il Prefetto di Avellino, Antonio Rassana Riflesso.
L’auspicio è che questo dialogo possa portare a una revisione del piano e a soluzioni alternative che minimizzino i disagi per la popolazione, considerando l’impatto sociale ed economico di un’infrastruttura così essenziale, strozzata da una gestione emergenziale.
La questione solleva interrogativi più ampi sulla pianificazione del traffico pesante e sulla necessità di investimenti strutturali per garantire la fluidità e la sicurezza delle comunicazioni stradali in una regione fortemente dipendente dal trasporto di prodotti agricoli.
La protesta, più che un semplice sfogo, rappresenta una richiesta di trasparenza, di responsabilità e di un futuro in cui la mobilità non sia un ostacolo, ma un diritto.

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