Risarcimento record per infezioni ospedaliere: monito al sistema sanitario

La perdita di una vita, spegnata da infezioni nosocomiali a seguito di un intervento chirurgico apparentemente risolutivo, ha portato a un significativo risarcimento alla famiglia di un uomo originario del Napoletano, padre e nonno.

La sentenza, emessa dal Tribunale Civile di Salerno, non si limita a riconoscere un adeguato ristoro per il dolore subito, ma rappresenta un monito severo per le strutture sanitarie: la tutela della salute del paziente non può esaurirsi con la conclusione di un intervento, ma si estende all’intero percorso di cura, con particolare attenzione alla fase post-operatoria.
L’uomo, sottoposto a un intervento volto alla rimozione di una neoplasia, aveva inizialmente manifestato segnali incoraggianti, lasciando presagire una piena ripresa.
Tuttavia, un tragico e inatteso declino clinico ha poi segnato il suo percorso, culminato in un decesso dovuto a infezioni nosocomiali resistenti a più farmaci.

Queste infezioni, sviluppatesi durante il periodo post-operatorio, hanno dimostrato una virulenza particolarmente elevata, aggravata da un sistema di prevenzione carente.
La famiglia della vittima, profondamente provata, ha promosso un Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) presso il Tribunale.
I consulenti tecnici d’ufficio, esperti in malattie infettive e medicina legale, hanno svolto un’analisi approfondita delle procedure implementate nella struttura sanitaria.

La loro perizia ha evidenziato disfunzioni significative nell’aderenza ai protocolli di prevenzione delle infezioni, confermando che queste, e non altre cause, hanno determinato il fatale esito.

Tale accertamento ha costituito una pietra miliare nel processo, fornendo elementi concreti e inequivocabili a supporto delle pretese della famiglia.

I legali dello Studio Legale Associato Maior, avvocati Filippo Castaldo, Pierlorenzo Catalano e Michele Francesco Sorrentino, con il prezioso contributo del medico legale Marcello Lorello, hanno sottolineato come questa sentenza non sia semplicemente una compensazione economica per una perdita irreparabile, ma un chiaro segnale all’intero sistema sanitario.
La pronuncia sottolinea la responsabilità imprescindibile delle strutture ospedaliere nel garantire non solo la competenza e l’efficacia degli interventi chirurgici, ma anche la sicurezza del paziente durante tutte le fasi del percorso di cura, con un’enfasi particolare sull’igiene e la prevenzione delle infezioni.
La negligenza, in questo caso, si è manifestata non solo nell’omissione di misure preventive adeguate, ma anche nella mancanza di un sistema di monitoraggio efficace e di protocolli di gestione delle infezioni ben definiti.

Questa vicenda ci ricorda che la salute pubblica è un bene prezioso e che la sua tutela richiede un impegno costante e un controllo rigoroso, non delegabile e non rimandabile.

La sentenza di Salerno, pertanto, si configura come un tassello importante nella direzione di un sistema sanitario più sicuro, trasparente e responsabile, volto a proteggere la dignità e la vita dei pazienti.

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