La Campania al bivio: il Tar libera la sanità dal piano di rientro, ma le ombre della politica persistonoUna sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) apre una nuova fase per la sanità campana, ponendo fine a un lungo e travagliato percorso di rientro dai debiti che la affliggono da oltre un decennio.
Il verdetto, accolto con sollievo e definita “vittoria storica” dal Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, sancisce la possibilità per la Campania di uscire definitivamente dal piano di rientro e riprendere la piena autonomia gestionale.
L’atto giudiziario diffida il Ministero della Salute ad adempiere immediatamente, ponendo fine a una contesa che si è protratta per anni, nonostante i progressi significativi compiuti dalla Regione.
La vicenda è costellata di accuse reciproche e tensioni politiche.
De Luca, in passato, aveva espresso l’intenzione di denunciare per concussione esponenti governativi coinvolti nella gestione del piano di rientro, accusandoli di aver arrecato un danno economico ingiusto alla sanità regionale.
L’ammonimento più recente, lanciato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante un evento a Napoli, ha riacceso il confronto, con accuse reciproche sulla trasparenza e l’efficacia delle politiche sanitarie.
Meloni ha contestato la narrazione di De Luca, mettendo in dubbio la veridicità dei dati presentati sulla riduzione delle liste d’attesa e denunciando una gestione opaca.
La sentenza del Tar, seppur favorevole alla Regione, non ignora le criticità ancora esistenti.
Il Tribunale riconosce che la Campania ha raggiunto un equilibrio di bilancio, ma sottolinea la necessità di garantire a pieno regime i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Le osservazioni governative relative al mancato raggiungimento di alcune soglie minime per lo screening mammografico e colon-rettico, e ai ritardi nella copertura della rete residenziale per anziani, che posizionano la Campania agli ultimi posti a livello nazionale, vengono prese in considerazione, sebbene non siano ritenute sufficienti a inficiare la conclusione principale: la Regione ha superato le soglie minime previste per i macro-livelli essenziali.
L’uscita dal piano di rientro, attesa da tempo, rappresenta una svolta cruciale per la sanità campana, che era stata commissariata nel lontano 2009 e, pur essendo tornata sotto il controllo regionale nel dicembre 2019, era rimasta vincolata alle rigide misure del piano.
La pandemia di COVID-19 aveva ulteriormente complicato la situazione, prolungando i tempi di ripresa e aggravando il debito accumulato.
L’avvio di una nuova fase non segna la fine delle sfide.
La decisione del Tar apre uno scenario di possibili ripercussioni politiche e necessità di un confronto costruttivo tra le istituzioni nazionali e regionali.
Le critiche sollevate dal governo e la necessità di colmare le lacune esistenti nei servizi sanitari, in particolare per quanto riguarda l’assistenza agli anziani e i programmi di screening oncologico, richiederanno un impegno costante e un’attenta pianificazione.
Il futuro della sanità campana dipenderà dalla capacità di superare le divisioni politiche e di lavorare insieme per garantire a tutti i cittadini un accesso equo a cure di qualità, liberandosi definitivamente dalle catene del passato e investendo nel futuro.

