L’inganno si dipanava in un intricato reticolo di false promesse e manipolazione psicologica, orchestrato da una donna che si presentava come medium in grado di facilitare comunicazioni con il mondo ultraterreno.
Originaria della provincia di Napoli, la sedicente sensitiva ha tessuto una rete di vittime, approfittando della vulnerabilità e del desiderio di contatto con i propri cari defunti, soprattutto attraverso piattaforme social.
Le dinamiche dell’inganno rivelano una sofisticata strategia di persuasione: inizialmente, la donna offriva sessioni apparentemente gratuite, creando un clima di fiducia e intimità.
Una volta che le potenziali vittime si fossero mostrate ricettive e abboccate, veniva abilmente introdotta la richiesta di denaro, presentato come un onorario per il “servizio” di mediazione spirituale.
L’inganno si intensificava con l’introduzione di sistemi di pagamento in criptovalute, trasformando le donazioni in profitti tangibili e difficili da tracciare.
L’avvocato Sergio Pisani, legale di cinque donne, alcune delle quali residenti all’estero, sottolinea come le vittime, dopo aver realizzato di essere state ingannate, abbiano sporto denuncia.
Il quadro delineato dal legale evidenzia non solo l’abilità nel frodare, ma anche l’esistenza di un team di moderatori che collaborava con la falsa sensitiva, esercitando una pressione psicologica costante su coloro che esitavano a effettuare le donazioni richieste.
Questa pressione, combinata con la creazione di un rapporto di fiducia, rendeva particolarmente difficile per le vittime rifiutare le richieste di denaro.
Un aspetto particolarmente insidioso della truffa era la ripetuta auto-promozione come psicologa.
Questo artificio, utilizzato sia durante le sessioni in diretta che in comunicazioni private, incoraggiava le vittime a confidarsi più apertamente, rendendole ancora più suscettibili alla manipolazione.
L’abilità di creare una falsa intimità, sfruttando il dolore e la ricerca di conforto, ha permesso alla truffatrice di accedere a informazioni personali sensibili e di consolidare il controllo sulle sue vittime.
L’indagine ha rivelato una preoccupante situazione di sfruttamento emotivo a fini di lucro.
Le vittime, spesso persone fragili e vulnerabili, sono state sottoposte a un intenso stress psicologico, con ripercussioni significative sul loro benessere emotivo e finanziario.
Questo caso solleva interrogativi importanti sulla regolamentazione delle attività di divinazione online e sulla necessità di proteggere i consumatori da pratiche ingannevoli che si nascondono dietro una patina di spiritualità e consolazione.
La vicenda sottolinea la crescente sofisticazione delle truffe online e l’importanza di una maggiore consapevolezza da parte degli utenti riguardo ai rischi di manipolazione emotiva.

