Sgombero a Sant’Agnello: un mese in più per le famiglie.

La complessa vicenda del complesso di edilizia residenziale pubblica di Sant’Agnello, situato in via Monsignor Bonaventura Gargiulo, trova una nuova, seppur temporanea, risoluzione.

La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha disposto una proroga di un mese per la liberazione degli immobili occupati, posticipando la scadenza dal 20 dicembre 2024 al 20 gennaio 2026.
Questa decisione, lungi dall’essere una sospensione definitiva, mira a temperare l’impatto delle imminenti festività natalizie e di fine anno sulle persone coinvolte in una situazione di profonda precarietà abitativa.

Il comparto in questione, un intervento significativo di edilizia sociale volto a rispondere a un bisogno primario del territorio, è costituito da un’articolata struttura che include 53 unità abitative, un sistema di 64 box auto, 12 posti per motocicli, 13 cantine, un locale adibito a deposito, una palestra dedicata alla riabilitazione e, crucialmente, 16 aree comuni essenziali al funzionamento complessivo dell’edificio (androni, scale, corridoi, ascensori, ecc.

).

La sua realizzazione rappresentava una risposta concreta a una domanda sociale pressante, ma la successiva vicenda giudiziaria ha generato incertezze e tensioni.

È fondamentale sottolineare che, contrariamente a quanto erroneamente diffuso da alcuni organi di informazione, l’ordinanza di rilascio degli immobili non è mai stata sospesa in attesa della pronuncia della sentenza di primo grado.

La proroga concessa è una gestione pragmatica di una situazione delicata, che tiene conto delle complessità umane e sociali che l’accompagnano.
Si tratta di una decisione che, pur mantenendo ferma la necessità di conformarsi alla legge, dimostra una sensibilità verso la difficoltà di avviare procedure di sgombero coatto in un periodo così significativo per le famiglie.

La vicenda solleva interrogativi più ampi sulla gestione degli immobili pubblici destinati all’edilizia residenziale, sulla necessità di garantire il diritto alla casa e sull’importanza di conciliare l’applicazione della legge con l’attenzione alle condizioni di vulnerabilità di chi ne è direttamente coinvolto.
Il periodo di proroga, sebbene limitato, offre la possibilità di avviare un dialogo costruttivo tra le istituzioni, gli occupanti e le rappresentanze legali, con l’obiettivo di trovare soluzioni alternative che possano tutelare sia il rispetto della legalità che la dignità delle persone.

La questione evidenzia, in ultima analisi, la necessità di politiche abitative più efficaci e inclusive, capaci di affrontare le sfide della povertà abitativa e di promuovere un accesso equo al diritto fondamentale alla casa.

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