Un’articolata rete di traffico illecito, radicata nel Salernitano e proiettata verso l’area napoletana, è stata smantellata da un’operazione congiunta della Guardia di Finanza e della Direzione Distrettuale Antimafia.
L’inchiesta, avviata a novembre 2022, ha portato all’esecuzione di 39 provvedimenti cautelari, tra carcerazione e arresti domiciliari, svelando un’organizzazione criminale capace di gestire la logistica, la distribuzione e il riciclo di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, ma anche di veicoli rubati.
Il cuore pulsante dell’attività illecita si trovava a Eboli, da dove convergevano cocaina, crack e hashish, pronti ad approdare su diverse piazze di spaccio.
L’organizzazione si caratterizzava per una struttura gerarchica complessa, articolata in tre livelli ben distinti.
Al vertice, figure apicali dettavano le strategie operative e, crucialmente, stabilivano i prezzi della droga, un elemento chiave per il controllo del mercato e l’accumulo di profitti.
Un secondo livello intermedio fungeva da collante, gestendo la logistica e i canali di approvvigionamento.
Infine, al livello base, i pusher, operanti direttamente nelle piazze, mantenevano i contatti con i consumatori attraverso sistemi di comunicazione dedicati, garantendo la capillare diffusione del prodotto.
L’indagine ha inoltre fatto luce su un elemento particolarmente inquietante: la capacità di far confluire droga all’interno del carcere di Ariano Irpino, dove si trovava detenuto uno degli elementi di spicco dell’organizzazione.
Un’operazione particolarmente audace ha portato all’arresto in flagranza di una dipendente del penitenziario, sospettata di aver tentato di introdurre sostanze stupefacenti e microtelefoni cellulari, strumenti essenziali per mantenere i contatti con l’esterno e continuare a gestire l’attività criminale anche dietro le sbarre.
L’accertamento del ruolo delle donne all’interno della rete criminale ha rappresentato un elemento significativo dell’indagine.
Lungi dall’essere semplici complici, queste figure avrebbero ricoperto ruoli di primaria importanza, partecipando attivamente alla gestione del traffico di droga e contribuendo alla complessiva efficienza dell’organizzazione.
Parallelamente al traffico di stupefacenti, l’inchiesta ha rivelato un ulteriore filone criminale legato al riciclaggio di automobili rubate.
I veicoli venivano ripuliti attraverso la manomissione del numero di telaio e l’utilizzo di targhe estere, per poi essere reimmessi nel mercato illegale.
Le operazioni di polizia si sono estese a numerosi comuni della provincia di Salerno e dell’area metropolitana di Napoli, tra cui Eboli, Battipaglia, Olevano Sul Tusciano, Campagna, Giffoni Valle Piana, Montecorvino Rovella, Pontecagnano, Angri, Laviano, Napoli e Boscoreale, evidenziando la vasta portata e la ramificazione dell’organizzazione criminale.
Il sequestro di oltre 100.000 euro in contanti suggerisce inoltre la solidità finanziaria e la capacità di reinvestimento del sodalizio.
L’operazione rappresenta un colpo significativo alla criminalità organizzata nel territorio, con implicazioni che vanno ben oltre il mero traffico di droga e il riciclaggio di autoveicoli.

