Sospensione comunale a Summonte: danni da sisma e fragilità strutturale

La recente sequenza sismica che ha scosso la provincia di Avellino ha portato alla sospensione delle attività comunali a Summonte, un piccolo centro di 1.400 abitanti situato in prossimità del capoluogo irpino.
La decisione, formalizzata dal sindaco Ivo Capone, impone la chiusura temporanea, e potenzialmente definitiva, della sede comunale, un edificio costruito negli anni Sessanta che ha mostrato segni preoccupanti di vulnerabilità strutturale.

Le verifiche condotte congiuntamente dai Vigili del Fuoco e dai tecnici dell’ufficio tecnico comunale hanno rivelato un degrado significativo dell’armatura in acciaio, in particolare delle staffe e delle barre di rinforzo, compromettendo la capacità portante dei pilastri fondamentali.

Questo degrado, tipico di strutture datate e potenzialmente affette da fenomeni di corrosione dovuti a infiltrazioni o a errori di progettazione, ha reso la sede comunale non sicura per i dipendenti e i cittadini.

La decisione di disporre la chiusura è stata presa in un contesto di crescente allarme per la fragilità del patrimonio edilizio italiano, particolarmente in aree sismiche come l’Irpinia.

La sequenza sismica, culminata con una scossa di magnitudo 4.0, ha agito come un acceleratore, rendendo evidenti le debolezze preesistenti in edifici spesso non progettati per resistere a eventi di questa intensità.
Le preoccupazioni non si limitano alla sede comunale.

Un’ispezione successiva ha evidenziato criticità strutturali anche nel complesso scolastico comunale situato in via Piana, portando alla sua chiusura cautelativa.
Questa misura, volta a tutelare l’incolumità di studenti e personale scolastico, riflette una maggiore consapevolezza dei rischi sismici e una risposta più proattiva nella gestione delle emergenze.

Summonte si aggiunge a Santo Stefano del Sole, un altro comune irpino che ha recentemente dovuto disporre la chiusura della propria sede municipale a causa di danni sismici.

L’evento, che ha messo in luce la necessità di un’urgente revisione delle normative edilizie e di un piano di interventi mirati al consolidamento e alla messa in sicurezza del patrimonio immobiliare, solleva interrogativi sulla capacità di resilienza delle comunità locali di fronte a un aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi sismici, un fenomeno esacerbato dai cambiamenti climatici e dalla complessità della geologia regionale.

La vicenda di Summonte, come quella di altri comuni irpini colpiti, rappresenta un campanello d’allarme che invita a una riflessione profonda sulla gestione del rischio sismico e sulla necessità di investimenti mirati alla prevenzione e alla protezione delle comunità.

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