Terremoto Campi Flegrei: nuova scossa e allerta rischio

Un nuovo episodio sismico ha interrotto la quiete del territorio campano, riaccendendo l’attenzione sulle complesse dinamiche geologiche che lo caratterizzano.

A distanza di anni dalle drammatiche scosse che hanno colpito l’Irpinia, il suolo dei Campi Flegrei è stato scosso da un terremoto di magnitudo 3.1, registrato nell’arco della notte dagli strumenti di monitoraggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
L’evento, localizzato a circa cinque chilometri a est di Pozzuoli, è stato avvertito dalla popolazione, seppur senza conseguenze strutturali evidenti.
La profondità ipocentrale, situata a due chilometri sotto la superficie, suggerisce un’origine relativamente superficiale, tipica delle zone vulcaniche attive.

I Campi Flegrei, una caldera vulcanica attiva situata a ovest di Napoli, rappresentano un esempio paradigmatico di area ad alto rischio sismico e vulcanico.

La loro storia è segnata da eruzioni catastrofiche nel corso dei millenni, con episodi di bradisismo, ovvero un lento innalzamento o abbassamento del suolo dovuto a variazioni nella pressione dei fluidi magmatici.
Questo fenomeno può precedere, accompagnare o seguire attività sismica, rendendo la regione particolarmente vulnerabile.
La magnitudo 3.1, pur non rappresentando un terremoto di grandi dimensioni, si inserisce in un contesto di attività sismica diffusa e persistente, un campanello d’allarme che richiede un’analisi approfondita.

Ogni scossa, seppur lieve, contribuisce a ridefinire il quadro della deformazione del suolo e ad affinare i modelli di previsione del rischio.
L’INGV, attraverso una rete capillare di sismografi, gravimetri, inclinometri e altri strumenti di monitoraggio, sta costantemente analizzando i dati per comprendere l’evoluzione dei processi geologici in atto.

L’interpretazione delle onde sismiche permette di ricostruire la struttura interna della crosta terrestre e di localizzare con precisione le faglie attive, le quali rappresentano le potenziali fonti di future scosse.

La gestione del rischio vulcanico e sismico nei Campi Flegrei è una sfida complessa che richiede una stretta collaborazione tra istituzioni scientifiche, enti locali e comunità residenti.
Il rafforzamento delle infrastrutture, la pianificazione territoriale consapevole e la sensibilizzazione del pubblico sono elementi cruciali per mitigare gli impatti di futuri eventi.
L’episodio sismico di questa notte sottolinea l’importanza di un approccio multidisciplinare e di una vigilanza costante per affrontare le dinamiche geologiche che plasmano il volto del Mezzogiorno e che, periodicamente, mettono a dura prova la resilienza delle comunità che vi abitano.

Il monitoraggio continuo e l’innovazione tecnologica rimangono pilastri fondamentali per la sicurezza del territorio e per la salvaguardia del patrimonio culturale e umano dei Campi Flegrei.

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