Torre del Greco: Abbattute costruzioni abusive nel Parco del Vesuvio

L’ennesimo capitolo di una cronica violazione del patrimonio naturale e paesaggistico italiano si chiude con l’abbattimento di manufatti abusivi a Torre del Greco, nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio.
Un’azione decisa, avviata su ordine della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, che svela una realtà di costruzioni illegali, una ferita aperta nel tessuto territoriale di un’area di straordinaria valenza ecologica e vulcanica.

Le opere, realizzate in muratura e legno, comprendevano una piscina interrata di notevoli dimensioni (circa 46 metri quadrati), una scala in pietra, una struttura prefabbricata in legno, oltre a vani accessori come bagni e depositi, culminando in un cancello d’ingresso motorizzato in ferro.
Ogni elemento, apparentemente insignificante preso singolarmente, si sommava a costituire un’intrusione grave e inaccettabile in un contesto ambientale di pregio assoluto.
La localizzazione, in via Cupa Vecchio, non è casuale.
L’area è sottoposta a una triplice, e stringente, tutela: paesaggistica, ambientale e, soprattutto, sismica e vulcanica.

Il Parco Nazionale del Vesuvio, con la sua intrinseca fragilità geologica, si trova in una “zona rossa” ad alto rischio eruttivo, un’area dove ogni intervento antropico deve essere attentamente valutato e rigorosamente autorizzato.
L’illegalità delle costruzioni rappresenta quindi un ulteriore fattore di vulnerabilità per l’intero territorio.
L’azione demolitoria, scaturita da una sentenza di condanna datata 2008, si è concretizzata attraverso un percorso di “autodemolizione”, ovvero a cura diretta del proprietario.

Questa modalità, pur consentendo di evitare l’impiego di risorse finanziarie destinate a interventi demolitori pubblici, solleva interrogativi sulla reale efficacia dei controlli e sulla tempestività delle azioni repressive.

Si percepisce una distanza temporale notevole tra l’accertamento dell’illegalità e la sua rimozione, un lasso di tempo in cui i danni ambientali e paesaggistici si sono potuti consolidare.

L’episodio di Torre del Greco non è un caso isolato, ma il sintomo di un problema strutturale, legato alla persistenza di pratiche di edilizia abusiva che minano la tutela del patrimonio naturale italiano.

Richiede, pertanto, un ripensamento profondo delle strategie di prevenzione, controllo e repressione, che coinvolgano non solo le istituzioni preposte, ma anche la sensibilizzazione dei cittadini e l’educazione al rispetto del territorio.

L’abbattimento delle opere abusive, sebbene necessario, è solo un intervento emergenziale.

L’obiettivo primario deve essere quello di arginare le cause profonde di questo fenomeno, rafforzando la legalità e promuovendo una cultura della sostenibilità ambientale che ponga al centro la salvaguardia del nostro inestimabile patrimonio naturale.
È imperativo accelerare i tempi di risposta, intensificare i controlli e applicare sanzioni esemplari per chiunque oserà violare le leggi a tutela del Vesuvio e del suo fragile ecosistema.

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