Un’astuta truffa, ordita con la perfidia che sfrutta la vulnerabilità e la fiducia, è stata sventata a Roma, grazie all’intervento tempestivo delle forze dell’ordine.
L’episodio, che ha visto una donna anziana vittima di una manipolazione psicologica abilmente orchestrata, ha portato all’arresto di un minorenne, un quindicenne di origine egiziana, accusato di estorsione e furto.
La dinamica, tipica di un modus operandi sempre più diffuso, si è sviluppata attraverso una telefonata ingannevole.
L’anziana, colta di sorpresa, è stata convinta da un interlocutore che si spacciava per un familiare in difficoltà, detenuto, secondo la fittizia narrazione, presso una caserma dei Carabinieri.
La richiesta successiva, volta a sbloccare la situazione apparentemente compromessa, prevedeva l’urgente somma di denaro e la consegna di preziosi.
con la promessa di una risoluzione bonaria.
Il minore, proveniente da una struttura di accoglienza in Campania, era fuggito dal suo domicilio.
La sua abilità di fuga è stata vanificata dall’acuta osservazione degli agenti della V Sezione della Squadra Mobile, i quali, insospettiti dal comportamento agitato dell’individuo nei pressi dell’abitazione della vittima.
Il rapido intervento ha permesso di recuperare la refurtiva, ammontante a 450 euro, rinvenuta in denaro contante e gioielli.
Questo episodio riflette una preoccupante escalation di attenzioni, una conferma di, e rende evidente la necessità di sensibilizzare le persone, specialmente le persone anziane, con l’importanza di non affrontare e.
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