L’eco delle celebrazioni per Napoli 2500 si conclude con una suggestiva immersione nel cuore di una fiaba, un atto di congedo che trascende la semplice commemorazione per abbracciare la potenza dell’immaginazione.
Domani, alle ore 18:00, il Teatro Ridotto del Mercadante ospita “Alice o il mondo alla rovescia – Studio n°1”, la nuova creazione della Compagnia Scuola Elementare del Teatro, un progetto nato dalla visione artistica di Davide Iodice, appositamente concepito per celebrare i 2500 anni di storia della città partenopea.
Lungi dall’essere una mera trasposizione, lo spettacolo attinge liberamente al capolavoro di Lewis Carroll, proseguendo il percorso concettuale avviato con la rilettura di “Pinocchio, che cos’è una Persona?”.
Quest’indagine si concentra sulle zone d’ombra dell’esistenza, interrogando il concetto di identità in un’epoca caratterizzata da flussi, metamorfosi e dalla costante messa in discussione dei confini individuali.
Il mondo, capovolto e distorto, funge da metafora delle incertezze e delle contraddizioni che definiscono l’esperienza umana contemporanea.
Un variegato gruppo di interpreti, provenienti da background artistici e vitali eterogenei, anima il palcoscenico, trasformandolo in un crogiolo di possibilità, un territorio inesplorato dove le convenzioni si dissolvono e l’inaspettato diventa la norma.
Alice, figura archetipica dell’innocenza e della curiosità, non è più solo una bambina smarrita, ma un ponte, una soglia immateriale che apre la strada a un altrove, a un regno celato che si rivela solo a chi possiede il coraggio di guardare oltre le apparenze.
L’iniziativa si colloca nel più ampio contesto delle Celebrazioni Napoli 2500, un progetto ambizioso voluto dal sindaco Gaetano Manfredi e curato da Laura Valente, che ha visto il coinvolgimento del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e della Scuola Elementare del Teatro.
Questo atto condiviso non si limita a celebrare il passato glorioso della città, ma intende stimolare una riflessione profonda sul suo presente e sul suo futuro, promuovendo un dialogo aperto tra arte, cultura e comunità.
Non si tratta di una rievocazione nostalgica, ma di un vero e proprio laboratorio di idee, un esercizio di immaginazione civile e artistica volto a reinventare il significato di essere napoletani nel XXI secolo.
L’obiettivo è alimentare una visione dinamica, innovativa e inclusiva, capace di interpretare la complessità del mondo contemporaneo e di proiettare Napoli verso nuove frontiere di crescita culturale e sociale.
La partecipazione è libera e garantita fino ad esaurimento dei posti, prenotabili tramite il sito eventbrite.

