ITACA: Viaggio nel cuore del Mediterraneo

Il Mediterraneo, crogiolo di civiltà e specchio di esistenze in transito, diviene palcoscenico di un viaggio interiore e collettivo.
“ITACA: richiamo mediterraneo”, spettacolo evocativo firmato da Rosalba Di Girolamo e prodotto da Baba Yaga Teatro, si propone come un’immersione sensoriale e intellettuale nelle profondità del Mare Nostro, un oceano di memorie, migrazioni e metamorfosi.

Lontano da una mera narrazione di viaggio, l’opera si configura come un’esplorazione del concetto stesso di “casa”.
Ispirandosi alla figura di Ulisse e al suo epico ritorno a Itaca, lo spettacolo suggerisce che la vera meta non è un luogo geografico definito, bensì un processo dinamico di trasformazione, un cammino di scoperta del sé e dell’altro.
Questo percorso è costellato di incontri, di contrasti, di silenzi e di suoni che si fondono in una sinfonia polifonica.

La voce narrante di Di Girolamo si intreccia armoniosamente con le musiche di Marzouk Mejri, artista tunisino dai molteplici talenti, e di Salvatore Morra, maestro della chitarra e dell’oud.
Tre figure artistiche, provenienti da orizzonti culturali differenti, creano un’esperienza sonora unica, che risveglia le radici ancestrali del Mediterraneo.
Le loro voci, intrecciate, evocano la complessa stratificazione storica e culturale che caratterizza il Mare Nostro, un mosaico di influenze e tradizioni sedimentate nel tempo.
Lo spettacolo attinge a piene mani dalla ricchezza intellettuale di Predrag Matvejević, José Saramago, Konstantinos Kavafis e Warsan Shire, figure che hanno saputo cogliere l’essenza del Mediterraneo nella sua ambivalenza, tra bellezza e sofferenza, accoglienza e rifiuto.

Il “Breviario Mediterraneo”, trattato filosofico-poetico che funge da ispirazione primaria, viene riletto e rielaborato in chiave performativa, svelando le contraddizioni intrinseche al Mare Nostro e le sue innumerevoli affinità.

Dalle austere architetture dei fari che scrutano l’orizzonte alle città sommerse, testimoni silenziose di epoche passate, dai profili scolpiti delle coste alle vite complesse degli uomini che le abitano, dalle invocazioni religiose alle espressioni di disperazione, fino alle tradizioni culinarie – come il suggestivo brodo di pietre, emblema di ingegno, abbondanza e precarietà – ogni elemento contribuisce a creare un affresco vivido e potente.

“ITACA: richiamo mediterraneo” è più di uno spettacolo; è un diario di maree e di destini intrecciati, un invito a contemplare la fragilità e la resilienza dell’animo umano.
Le immagini sonore e poetiche, il canto delle cicale, il grido dei gabbiani, il calore delle verande, il relitto delle navi affondate, si fondono in una narrazione intima e universale, che ci spinge a riflettere sul significato di patria e appartenenza.

L’opera si configura come un’antitesi alla superficialità e al consumismo che spesso caratterizzano le celebrazioni natalizie, proponendo un gesto artistico autentico e consapevole, fondato sull’accoglienza reale, quotidiana e senza riserve.
Un richiamo alla responsabilità, alla compassione e alla speranza, che risuona nel cuore del Mare Nostro e nell’anima di chi ascolta.

Un inno alla vita, al movimento e alla ricerca incessante di una casa che si rivela essere il cammino stesso.

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