Il Giardino Romantico del Palazzo Reale di Napoli, un’oasi storica nel cuore della città, ha recentemente concluso un intervento di restauro di straordinaria complessità e portata, un’operazione che ha visto la rinascita di un patrimonio vegetale e architettonico di inestimabile valore.
Oltre 4000 piante, molte di esse specie rare e di grande pregio botanico, sono state reimmesse nel contesto del giardino, trasformando il luogo in un laboratorio a cielo aperto dove storia, arte e natura si fondono armoniosamente.
Il progetto, finanziato dal Ministero della Cultura nell’ambito del Piano Strategico Grandi Progetti Beni Culturali e con un investimento superiore ai novecentomila euro, è frutto di due anni di approfonditi studi e indagini che hanno coinvolto un team di esperti in botanica, architettura e ingegneria.
L’obiettivo primario è stato quello di non solo ripristinare la bellezza originaria del giardino, ma anche di aumentarne la biodiversità e di rafforzarne la funzione di “polmone verde” per la città, un ruolo cruciale, soprattutto in un contesto urbano in rapida trasformazione e sempre più esposto alle sfide del cambiamento climatico.
Il cantiere, sospeso nei mesi estivi per tutelare la delicata flora, ha richiesto un approccio multidisciplinare.
Le operazioni hanno coinvolto la risistemazione delle pavimentazioni, il rinnovamento degli impianti di irrigazione e illuminazione, e un’accurata revisione degli esemplari arborei preesistenti.
Queste ultime operazioni hanno incluso potature mirate a correggere la forma e la dimensione delle piante, oltre ad abbattimenti necessari per garantire la sicurezza del pubblico, come dimostrato dalle indagini fitostatiche eseguite.
Un caso emblematico è stato il salvataggio del secolare *Pinus canariensis*, a cui sono state liberate le radici per favorirne la crescita e il benessere.
Parallelamente, si è proceduto alla piantumazione di nuove specie arboree, ampliando così la ricchezza botanica del giardino.
Particolare attenzione è stata dedicata al viale rettilineo neobarocco, opera dell’ingegnere e architetto Camillo Guerra, dove si presentava un grave problema di cedimento del paramento lapideo, causato dalla pressione delle radici di un imponente *Ficus magnolioides*.
La soluzione, complessa e innovativa, ha consistito nella creazione di uno spazio dedicato alle radici aeree dell’albero, permettendo così la sua stabilità senza compromettere l’integrità del muro in pietra vesuviana e travertino di Trani.
L’iniziativa “Aspettando Primavera” ha offerto al pubblico l’opportunità unica di seguire da vicino l’evoluzione dei lavori, testimoniando la maestria e la dedizione dei professionisti coinvolti.
L’architetto Marco Ferrari, responsabile del progetto, sottolinea l’importanza di recuperare non solo il patrimonio vegetale, ma anche le infrastrutture e gli impianti, rendendo il giardino un esempio virtuoso di sostenibilità e resilienza.
L’architetto Almerinda Padricelli, aggiunge come il rifacimento delle pavimentazioni, in particolare la sostituzione dell’asfalto con superfici in cocciopesto di tufo, sia stato progettato con particolare attenzione al drenaggio delle acque meteoriche, garantendo una gestione efficiente e sostenibile delle risorse idriche in un contesto di crescente scarsità.
Il restauro del Giardino Romantico rappresenta dunque un atto di amore verso la storia e la bellezza, un investimento nel futuro della città e un’occasione per riscoprire il valore inestimabile della natura al centro dell’ambiente urbano.

