Roscigno Vecchia: il Presepe Vivente, un Viaggio nel Tempo

Nel cuore pulsante della Valle del Calore, incastonata tra le pieghe aspre e silenziose degli Alburni, Roscigno Vecchia si anima.

Questo borgo, sospeso tra memoria e temporalità, testimone silenzioso di un secolo di esodo e di un’eredità culturale inestimabile, si trasforma in un palcoscenico suggestivo per il Presepe Vivente del ‘900, un evento che trascende la mera rievocazione per divenire un’immersione sensoriale e spirituale.
Roscigno Vecchia, etichettata con ragione come la “Pompei del Novecento” per la sua conservazione quasi perfetta, era un agglomerato di vite intrecciate attorno all’agricoltura e alla pastorizia, un microcosmo autosufficiente poi devastato da frane e abbandonato inesorabilmente.

Oggi, sotto l’egida dell’UNESCO e protetta come “paese museo”, il borgo risorge per qualche giorno, non come una mera copia del passato, ma come un’eco vibrante di speranze, fatiche e tradizioni.

La regia di Francesco Puccio non si limita a ricostruire una scena natalizia: orchestra un’esperienza che fonde sacro e profano, elevando la Natività a simbolo di un’umanità resiliente.
Gli spettatori non sono osservatori passivi, ma partecipi di un viaggio nel tempo, guidati attraverso vicoli lastricati, case in pietra scalfite dal tempo e botteghe artigiane faticosamente ricreate.

L’aria si riempie dei profumi del pane appena sfornato, del mosto in fermentazione e degli aromi della cucina cilentana, offerti in degustazione nelle “locande” improvvisate all’interno delle abitazioni un tempo silenziose.

L’edizione 2025 si configura come un profondo invito alla riscoperta delle radici, non solo quelle genealogiche, ma quelle culturali e spirituali che hanno plasmato l’identità di una comunità.

Il borgo, con la sua architettura austera e la sua atmosfera rarefatta, diventa un potente richiamo alla memoria collettiva, un monito contro l’oblio e un’affermazione del valore della continuità.

Il Presepe Vivente si conclude con un abbraccio collettivo, un gesto simbolico che unisce gli spettatori in un senso di appartenenza e condivisione.

Più che un evento turistico, si presenta come un rituale comunitario, un momento di riconciliazione con il passato e di proiezione verso il futuro.

Ogni pietra, ogni volto segnato dal tempo, ogni suono proveniente dalle botteghe artigiane, narrano storie di persone che hanno vissuto, lavorato e amato in questo luogo.
L’iniziativa, sostenuta da una rete di enti pubblici e privati – dal Comune di Roscigno alla Fondazione Monte Pruno, passando per la Pro Loco e numerose associazioni di volontariato – si inserisce nel più ampio progetto “Terre Ritrovate – I viaggi delle radici nella Valle del Calore”, finanziato dalla Regione Campania.

Questo progetto ambisce a valorizzare il patrimonio culturale e ambientale della Valle del Calore, promuovendo un turismo sostenibile e consapevole, capace di coniugare la tutela dell’ambiente con lo sviluppo economico e sociale del territorio.
Il Presepe Vivente, in questa ottica, rappresenta un tassello fondamentale di questa strategia, un’occasione unica per raccontare al mondo la storia di un popolo e di un luogo che hanno saputo resistere al tempo e alle avversità, conservando intatta la propria identità.

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