Il Teatro San Carlo di Napoli inaugura la stagione 2025-2026 con una rilettura potente e contemporanea di *Nabucco* di Giuseppe Verdi, un’opera che, nella sua essenza, continua a risuonare con acuta rilevanza sociale e politica.
La direzione artistica di Fulvio Adamo Macciardi, celebrata dall’udienza del Tar e sancita da un’inaugurale presentazione che ne ha sottolineato l’impegno e la visione, propone un allestimento che non si limita a riproporre la trama del dramma lirico di Temistocle Solera, ma ne esplora le profondità, mettendo a confronto l’ordine costituito e la ribellione popolare.
Andreas Homoki, il regista, si impegna a demistificare l’opera, proponendo una lettura “del popolo contro il potere”, distanziandosi da interpretazioni convenzionali e focalizzandosi sulle dinamiche di oppressione e liberazione che animano il conflitto tra Babilonesi e Ebrei.
La scenografia, dominata da un monolite di marmo che diviene elemento architettonico e simbolico, ne facilita la movimentazione e la frammentazione, consentendo un flusso dinamico di masse artistiche che incarnano le diverse fazioni in lotta.
L’abbigliamento, deliberatamente polarizzato, acuisce il contrasto tra l’aristocrazia babilonese, vestita con costumi del XIX secolo che ne evocano la decadenza e il formalismo, e gli ebrei oppressi, rappresentati con abiti da lavoro, simboli tangibili della loro condizione di sfruttamento.
Un debutto significativo segna l’allestimento, con Ludovic Tezier che assume per la prima volta il ruolo di Nabucco, figura complessa e tragica, dilaniata tra il potere e la redenzione, affiancato da Marina Rebeka nel ruolo di Abigaille, incarnazione della furia distruttiva e della sete di vendetta.
Sotto la bacchetta di Riccardo Frizza, l’Orchestra del Teatro San Carlo esprimerà la ricchezza orchestrale e la potenza emotiva del capolavoro verdiano, mentre il Coro, diretto da Fabrizio Cassi, amplificherà la drammaticità e la solennità delle scene corali, fulcro espressivo dell’opera.
Macciardi, nel presentare la produzione, sottolinea la capacità di *Nabucco* di offrire molteplici interpretazioni, invitando il pubblico a confrontarsi con le implicazioni morali e politiche dell’opera.
L’attenzione meticolosa nella composizione del cast, che include Piero Pretti, Michele Pertusi e Cassandre Berthon, testimonia l’impegno nella ricerca della qualità artistica e nella valorizzazione del talento emergente.
Le cinque repliche previste offrono al pubblico l’opportunità di assaporare la vitalità e la profondità di questa nuova e coinvolgente interpretazione di un’opera che, a distanza di oltre un secolo e mezzo dalla sua composizione, continua a interrogare l’animo umano e a stimolare la riflessione sulla giustizia, la libertà e la resilienza dello spirito.








