Totò e Napoli: un Principe senza tempo al Palazzo Reale

Totò: un’anima partenopea, un Principe senza tempoL’eco della celebre confessione di Totò, quella struggente dichiarazione d’amore per Napoli, risuona ancora oggi, vibrante di autenticità e di un legame indissolubile.

A celebrare il bimillenio e mezzo dalla fondazione della città, il Palazzo Reale di Napoli apre le sue porte a “Totò e la sua Napoli”, una mostra che non è solo un tributo, ma un viaggio immersivo nell’anima di un artista universale e nella complessa identità della sua terra.
Promossa dal Comitato Nazionale Neapolis 2500, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il coinvolgimento diretto degli Eredi di Totò, Rai Teche e Archivio Storico Luce, la mostra si preannuncia come un evento di portata internazionale, destinata a poi illuminare le scene espositive di New York.
Curata con passione da Alessandro Nicosia e Marino Niola, la mostra è un’occasione unica per ripercorrere la parabola artistica di Antonio De Curtis, attraverso un patrimonio di materiali inediti e preziosi.
Il Palazzo Reale, con la sua storia e la sua maestosità, si rivela la cornice ideale per accogliere l’eredità del Principe della Risata.
Il percorso espositivo offre una visione a 360 gradi, un intreccio di documenti originali, spartiti musicali come quelli di “Malafemmena”, appunti tratti dall’archivio Zavattini, progetti cinematografici, fotografie d’epoca, filmati d’archivio, costumi teatrali, ricostruzioni scenografiche e manifesti di repertorio.

Il racconto si apre con il pazzariello, emblema dell’oro di Napoli, per poi immergersi nelle origini di quel bambino povero, nato nel Rione Sanità, e nella genesi della sua straordinaria creatività.
Si esplora il suo percorso nel teatro, nella musica, nel cinema – dove, pur tra produzioni romane, la sua napoletanità emerge con forza – e nella poesia, rivelando un artista poliedrico e profondamente legato alla sua terra.

Sezioni dedicate svelano “Un maestro insostituibile”, celebrano la bellezza e l’affetto della città verso il suo interprete, e indagano le complesse dinamiche dei suoi “amori”.

L’ascolto della celeberrima “A livella” e l’emozione dell’orazione funebre tenuta da Nino Taranto, davanti a una folla in lacrime, restituiscono l’intensità del suo impatto emotivo sul pubblico.
Elena Anticoli de Curtis, custode della memoria familiare, sottolinea come la sua eredità sia profondamente intrisa di una storia millenaria, assorbita e trasformata in un genio senza tempo.
Marino Niola, antropologo e profondo conoscitore dell’identità napoletana, definisce Totò la “maschera perfetta” di una città-mondo, un caleidoscopio di figure eccentriche, di parole libere, di personaggi in cerca d’autore, un luogo dove il movimento e la trasformazione sono costanti.

Per Alessandro Nicosia, la mostra è una “straordinaria testimonianza identitaria” della storia partenopea del Novecento.
Antonio Tarasco, direttore generale degli Archivi del MIC, ne sottolinea la capacità di creare un dialogo fluido tra archivio e museo, offrendo una fruizione trasversale e accessibile.

Un’ulteriore gemma del percorso espositivo è un raro episodio di “Tutto Totò a Napoli”, registrato negli ultimi mesi della sua vita, quando l’attore era già afflitto dai problemi alla vista.
Totò, guida d’eccezione, accompagna un gruppo di turisti stranieri in Piazza del Plebiscito, offrendo uno sguardo malinconico e affettuoso sulla sua città, immortalato in un ultimo atto d’amore che probabilmente vide solo con il cuore.

Il catalogo, edito da Gangemi, offre una documentazione completa e approfondita del percorso espositivo, invitando il lettore a ripercorrere la straordinaria eredità di un artista che ha saputo incarnare l’anima di Napoli nel mondo.

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