Trianon Viviani: Una Stagione di Passione e Radici Napoletane

La stagione del Trianon Viviani, pilastro culturale del quartiere Forcella, si rinnova con una seconda parte carica di energia, innovazione e profonda connessione con l’identità napoletana.
Marisa Laurito, direttore artistico per il sesto anno, ha concepito un cartellone di quarantasei appuntamenti, da gennaio a maggio, che ambisce a intercettare un pubblico ampio e diversificato, celebrando la ricchezza del patrimonio artistico locale e aprendo a nuove frontiere espressive.
Il programma si configura come un affresco pulsante della scena culturale napoletana, un crocevia di generi e linguaggi che spaziano dal teatro classico e contemporaneo alla musica tradizionale e innovativa, dalla stand-up comedy al burlesque, fino a formati inediti pensati per il palco del Trianon. Un percorso artistico che non trascura il profondo legame con la memoria collettiva, dedicando un omaggio sentito a due figure chiave della cultura napoletana: Roberto De Simone e James Senese, entrambi prematuramente scomparsi, e la cui influenza continua a risuonare nel panorama artistico.
L’eredità di De Simone sarà celebrata con una giornata intera il 6 gennaio, un evento che include una mostra fotografica di Gennaro Vallifuoco, scenografo di Trianon Opera, e la proiezione del docufilm “A proposito di Roberto De Simone”, una testimonianza intima e rivelatrice del suo percorso artistico e umano.
Il 7 febbraio, un concerto speciale, “Per James Senese”, restituirà all’artista l’abbraccio del Trianon, luogo a cui era legato da un profondo affetto e dove avrebbe dovuto esibirsi in quella data.

La stagione si distingue anche per l’inclusione di eventi di particolare rilievo, come la prima esecuzione moderna di un “Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini, rivisitato in chiave originale dall’ensemble Mercadante sotto la direzione di Benedikt Sauer, un’occasione unica per riscoprire un capolavoro assoluto del repertorio operistico.

La Giornata internazionale della donna sarà celebrata con due appuntamenti significativi, proseguendo il percorso iniziato con la Cantata dei Pastori di Peppe Barra.
Il cartellone presenta un panorama variegato di artisti e spettacoli, un caleidoscopio di talenti che incarnano l’anima vibrante della cultura napoletana.

Da Benedetto Casillo con “Caviale e lenticchie” a Massimo Venturiello in “Chicchignola”, passando per Luca De Lorenzo che reinventa l’opera in chiave stand-up e Gino Rivieccio che racconta il golfo in salsa piccante.
Febbraio vede protagonisti Marco Zurzolo e il suo Quintetto, Egidio Carbone Lucifero, Raffaella Tirelli con un “Voyageburlesque” provocatorio e Oscar Di Maio in un’esilarante incursione nel mondo dei parrucchiani.
Il mese di marzo è all’insegna di Antonella Stefanucci, Leonardo Ippolito che ripercorre la storia della canzone napoletana, Ottavia Piccolo e i Solisti dell’Orchestra multietnica di Arezzo che affrontano il tema di Matteotti, Stefano Sarcinelli e Tommaso Bianco, tornato a interpretare Eduardo.

Aprile e maggio vedono susseguirsi Gianfranco Gallo, Massimo Lopez, lo spettacolo coordinato da Marisa Laurito “Storie di Donne e Madonne”, Gino Aveta che racconta Napoli attraverso dodici cartoline e Peppe Lanzetta che esplora il tema del Bronx minore.
La sezione musicale è particolarmente ricca, con Luca ‘o Zulù Persico, Enzo Decaro, Romito, Frida Bollani Magoni, i Guarracini, Opera Squallid orchestra, gli Osanna, Francesca Marini, Patrizio Trampetti, Fiorenza Calogero, Santi Scarcella, Raiz, Maurizio Palumbo, il concerto di beneficenza “Canzoni per la vita” e, a chiusura, i 99 Posse e la Festa della Posteggia napoletana.

A completamento, una selezione di spettacoli di stand-up comedy, con Gianpaolo Gambi e Ciro Giustiniani, offrono una visione ironica e pungente sulla realtà contemporanea.

La stagione si conferma, dunque, un vibrante tributo alla cultura napoletana, un luogo d’incontro tra tradizione e innovazione, memoria e futuro.

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