La filiera campana del latte di bufala, pilastro dell’agroalimentare regionale, si trova a un bivio cruciale.
Coldiretti Campania propone un radicale cambio di paradigma: un contratto di fornitura standardizzato, con prezzo e scadenza uniformi, finalizzato a garantire equità, trasparenza e qualità lungo l’intera filiera.
Questa iniziativa mira a superare le pratiche commerciali disomogenee che hanno storicamente penalizzato produttori e consumatori, puntando a un futuro di maggiore stabilità e sostenibilità.
L’analisi dei dati attuali rivela una situazione di progressivo ridimensionamento della produzione.
Secondo i dati dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, il primo semestre del 2025 registra una contrazione di oltre 3.400 capi in lattazione, un dato che, secondo la Banca Dati Nazionale (BDN), si eleva a 5.000 capi, con 2.000 femmine di età superiore ai 12 mesi.
Questa diminuzione di capi da latte si traduce direttamente in una riduzione della produzione lattiera, pari all’1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una perdita significativa di circa 2,9 milioni di kg mensili nell’area DOP.
Una stima prudenziale suggerisce una perdita annuale di 8 milioni di kg di latte nel 2025.
Parallelamente, anche le scorte di latte congelato, tradizionalmente utilizzate per compensare fluttuazioni stagionali e negoziare prezzi vantaggiosi, si stanno riducendo.
Nel 2024, la differenza tra la quantità prodotta (3.521.372 kg) e quella scongelata (1.241.613 kg) lasciava un residuo di 2.279.759 kg.
Questo residuo è diminuito nel 2025 a 1.665.216 kg, frutto di un minor stoccaggio e di una maggiore richiesta.
Se questa tendenza si consolida, il livello delle scorte congelate potrebbe diminuire drasticamente entro la fine dell’anno.
L’andamento della produzione è ulteriormente aggravato da una riduzione di circa 10.000 parti di bufale rispetto al 2024, indicando un calo nella rigenerazione del bestiame e potenziali difficoltà future per la filiera.
Tuttavia, vi è un segnale positivo proveniente dal settore della carne di bufala, con un incremento di 1.130 macellazioni di femmine rispetto all’anno precedente.
L’aumento del prezzo al kg della carne offre agli allevatori un’opportunità di migliorare il reddito derivante dalla vendita degli animali al termine del loro ciclo produttivo, incentivando al contempo l’allevamento di capi più giovani e selezionati.
Coldiretti Campania ritiene che il declino della produzione, unito alla diminuzione delle scorte di latte congelato, crei le condizioni ideali per l’introduzione del contratto unico.
Questa iniziativa, discussa durante l’ultimo “tavolo verde” presso l’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, mira a eliminare le negoziazioni basate sulla presunta eccedenza di latte, che storicamente hanno favorito i trasformatori.
Il mese di settembre, tradizionalmente segnato da riduzioni di prezzo dovute al calo della produzione di mozzarella di bufala, non dovrà più rappresentare un momento di difficoltà per gli allevatori.
L’introduzione del contratto unico, con un prezzo e una scadenza uniforme, garantirebbe una maggiore prevedibilità e stabilità per tutti gli attori della filiera.
Coldiretti invita gli allevatori con contratti in scadenza ad aderire a questo nuovo modello, per costruire una filiera più equa e sostenibile, a beneficio di produttori, trasformatori e, soprattutto, dei consumatori.
L’adozione di questo nuovo approccio rappresenta un’opportunità fondamentale per rafforzare l’identità e la competitività del prodotto bufalino campano nel mercato nazionale e internazionale.