La recente nota del Consiglio Diocesano dell’Azione Cattolica di Nola solleva una questione cruciale: la crescente distanza tra i cittadini e l’esercizio autentico della democrazia, un distacco alimentato da dinamiche politiche che sembrano privilegiate la logica del clientelismo e la gestione dell’apparenza rispetto all’effettivo miglioramento delle condizioni di vita.
In un territorio ricco di contraddizioni, segnato da una profonda bellezza umana e culturale, ma allo stesso tempo gravato da problematiche strutturali e da una percepita incapacità di realizzare il proprio potenziale, l’astensione dal voto rischia di divenire un sintomo di una più profonda malattia, un’ammissione di sconfitta che però, paradossalmente, aggrava la situazione.
Il disincanto che accompagna queste elezioni regionali campane, amplificato da accuse reciproche, accordi preordinati e promesse disattese, riflette una perdita di fiducia nel sistema politico che necessita di essere affrontata non con la rassegnazione, ma con un rinnovato impegno civico.
L’astensione, pur esprimendo un legittimo disappunto, non costituisce uno strumento efficace per promuovere un cambiamento positivo.
Anzi, perpetua uno stato di passività che lascia il campo a chi, con o senza scrupoli, è disposto a cogliere l’opportunità di un basso tasso di partecipazione.
Il ruolo dei credenti, ma anche di ogni cittadino consapevole, è quello di agire da protagonista attivo nella vita pubblica.
Non si tratta di idealizzare la politica o di attendere l’arrivo di salvatori, ma di esercitare con responsabilità il diritto-dovere di voto, comprendendo che la qualità della rappresentanza dipende in larga misura dalla consapevolezza e dalla partecipazione dei cittadini.
L’impegno non può limitarsi all’atto del voto, ma deve estendersi alla verifica attenta e critica delle proposte e delle persone che si candidano.
È fondamentale andare oltre le etichette e i proclami, interrogandosi sulla coerenza etica, sulla visione di futuro e sulla capacità di affrontare le sfide concrete del territorio.
La ricerca di leader che incarnino valori evangelici, che dimostrino coraggio nell’affrontare le difficoltà e che propongano una visione chiara e condivisa per il futuro della Campania, rappresenta un imperativo morale e civile.
Si tratta di promuovere una politica non come strumento di potere o di privilegio, ma come servizio alla comunità, orientata al bene comune e alla promozione della dignità di ogni persona.
L’esercizio consapevole del voto, quindi, non è un atto di passività o di speranza vana, ma un atto di responsabilità, un investimento nel futuro della nostra terra e un contributo alla costruzione di una società più giusta, equa e solidale.
È un dovere che chiamiamo ad adempiere, per non rinunciare alla speranza di un futuro diverso.







