Campania: la nuova giunta tra polemiche e dubbi.

La formazione della nuova giunta regionale campana si è materializzata in un quadro tanto inatteso quanto problematico, sollevando interrogativi sulla qualità delle scelte operate e sui presupposti di un’azione amministrativa efficace.

Il processo, protrattosi attraverso settimane di aspri scontri interni alla coalizione di governo, culminato con una comunicazione quasi elusiva il 31 dicembre, evoca immagini di macchinazioni politiche degne dei romanzi di García Márquez, un’atmosfera di segretezza che ne sminuisce la trasparenza e la legittimità.

La distribuzione delle deleghe, elemento cruciale per la capacità di risposta dell’esecutivo, appare gravata da scelte discutibili.

L’accentramento di competenze strategiche come Sanità, Bilancio e gestione dei fondi europei nelle mani di un unico assessore, l’on. Fico, desta preoccupazione.
Queste aree richiedono non solo expertise specifiche, ma anche una profonda conoscenza degli strumenti legislativi, della contabilità pubblica e delle procedure comunitarie, elementi che appaiono sottovalutati in un contesto di esercizio provvisorio e di crescente complessità amministrativa.
L’isolamento dell’assessorato all’Ambiente dalle politiche di Biodiversità, riforestazione, pesca, acquacoltura e tutela degli animali, riduce drasticamente la sua utilità e ne compromette la capacità di affrontare le sfide ambientali che affliggono la regione.

L’assenza di figure femminili all’interno della giunta, nonostante le dichiarazioni di impegno per la parità di genere, rappresenta un’ulteriore criticità, che mina la credibilità dell’amministrazione e ne limita la rappresentatività.

La qualità complessiva delle nomine appare, a detta di esponenti dell’opposizione, al di sotto delle aspettative, considerando il bacino di competenze presenti nel tessuto regionale.
La genesi problematica della giunta, segnata da divisioni interne e scelte controverse, si riflette nella sua capacità di agire.

La defezione di una decina di voti al presidente Manfredi durante l’insediamento, testimonia la fragilità dell’unità di intenti all’interno della maggioranza.
L’opposizione, dimostrando un approccio responsabile, si propone di monitorare attentamente l’operato della giunta e di stimolare un dibattito pubblico costruttivo.

Le sfide che attendono la regione Campania sono numerose e urgenti: sanità in crisi, povertà diffusa, infrastrutture carenti.

Un governo regionale afflitto da divisioni e privo di competenze adeguate rischia di aggravare ulteriormente queste criticità, compromettendo il benessere dei cittadini e il futuro della regione.
La speranza è che, attraverso il confronto e la collaborazione, sia possibile superare le difficoltà e costruire un’amministrazione capace di rispondere efficacemente alle esigenze del territorio.

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