Un Olimpico romano gremito testimonia una vittoria netta del Napoli, un’affermazione che proietta gli azzurri nella mischia alta della Serie A e, al contempo, affievolisce le ambizioni europee della Lazio.
La partita, dominata dal gioco pragmatico e efficiente di Conte, si rivela una fotografia impietosa delle rispettive condizioni di forma e delle rispettive strategie.
Il Napoli, provato da un’emergenza infermeria che ha decimato l’organico – Anguissa, Beukema, Gilmour, De Bruyne, Lucca assenti, per un calcolato sacrificio che richiede gestione e resilienza – dimostra una capacità di adattamento e una solidità tattica notevoli.
Dall’altra parte, la Lazio, priva di elementi chiave come Dele-Bashiru e Dia impegnati in Coppa d’Africa e con Patric, Vecino e Castellanos ormai trasferiti, fatica a trovare l’equilibrio e la pericolosità necessarie.
Il tributo alla memoria delle vittime della tragedia di Crans-Montana, commosso e sentito, prepara emotivamente il terreno per un match che si rivela subito squilibrato.
L’inerzia della partita cambia rapidamente con l’azione che porta Spinazzola a depositare in rete, di testa, un cross preciso di Politano, sbloccando il risultato e accendendo la speranza azzurra.
La Lazio, incapace di reagire con lucidità, subisce passivamente il ritmo imposto dal Napoli, squadra capace di interpretare al meglio il proprio ruolo di protagonista.
La frattura si consolida al 32′ con la rete di Rrahmani, ancora una volta su assist di Politano, che suggella l’efficacia del piano tattico napoletano e mette in evidenza la difficoltà per la Lazio di trovare soluzioni offensive.
La traversa nega poi il tris a Elmas, sigillando un primo tempo dominato in maniera inequivocabile.
La ripresa si apre con la stessa dinamica del primo tempo: il Napoli gestisce il possesso palla con intelligenza, la Lazio cerca invano una luce.
Spinazzola e Hojlund si rendono pericolosi, ma le parate di Provedel e la sfortuna preservano il risultato.
Le scelte di Sarri, con l’inserimento di Isaksen, si rivelano insufficienti a cambiare le sorti dell’incontro.
L’espulsione di Noslin, frutto di un acceso battibecco con Rrahmani e un fallo successivo, evidenzia la frustrazione che serpeggia tra i biancocelesti.
A seguire, l’espulsione di Marusic e Mazzocchi per reciproche scorrettezze conferma una Lazio ormai in preda al caos.
La traversa, beffarda, nega a Guendouzi l’onore del gol della bandiera.
Al fischio finale, il Napoli si aggiudica meritatamente la vittoria, consolidando la propria posizione in campionato e mantenendo il Milan nel mirino.
La squadra di Conte dimostra, ancora una volta, una capacità di lettura partita e un’esecuzione tattica impeccabili.
Per la Lazio, l’Europa, un obiettivo plausibile fino a poche settimane fa, si allontana pericolosamente, incrinando un percorso ambizioso e lasciando presagire un finale di stagione più complesso.
La partita si configura come un campanello d’allarme per Sarri, mentre per Conte rappresenta un ulteriore passo avanti verso un traguardo sempre più definito.






