La vittoria sul Sassuolo, sebbene accolta con sollievo, proietta il Napoli in una condizione di emergenza imposta da un calo demografico preoccupante.
Cristian Stellini, vice allenatore, ha dipinto un quadro desolante riguardo alle condizioni fisiche della squadra, un quadro che va ben oltre la semplice sfortuna.
Le uscite forzate di Elmas, Rrahmani e Politano durante la partita, si sono sommate a un infermeria già congestionata, evidenziando una fragilità che rischia di compromettere il prosseguimento del campionato.
Elmas, in particolare, ha manifestato un episodio di vertigini, suggerendo un’origine influenzale più che un infortunio muscolare.
Questa diagnosi, se confermata, implicherebbe un periodo di stop più lungo e complicherebbe ulteriormente la gestione del gruppo.
Le condizioni di Politano e Rrahmani saranno valutate nei prossimi giorni, ma l’incertezza aleggia sul loro rientro in campo.
Stellini ha espresso, con chiarezza, la necessità di un intervento immediato da parte della società.
La richiesta di rinforzi, non una semplice opzione, ma un imperativo per garantire la competitività della squadra.
Il calendario attuale, densissimo di impegni, amplifica il problema.
Nove partite in ventotto giorni, una sequenza estenuante che mette a dura prova le riserve fisiche e mentali dei giocatori.
La decisione di anticipare l’ultima sfida di gennaio, sebbene comprensibile, non allevia la pressione.
La resilienza dei giocatori impiegati è encomiabile.
La loro dedizione e la loro grinta in campo sono innegabili.
Tuttavia, Stellini ha sottolineato la visibile carenza di energie, un sintomo chiaro della stanchezza accumulata.
Il recupero di soli tre giorni tra una partita e l’altra rende il lavoro dello staff tecnico particolarmente arduo.
L’emergenza impone scelte drastiche.
L’impossibilità di apportare modifiche significative a centrocampo e in attacco, sottolinea la fragilità della rosa.
L’ipotesi di attingere alla Primavera, pur se temporanea, rivela la gravità della situazione.
L’attesa dell’arrivo di Neres è un barlume di speranza, ma non risolve l’immediato problema.
La ripresa dei giocatori infortunati resta un’incognita cruciale.
La squadra, pur combattendo con onore, è orfana di quel margine di manovra che permette di gestire al meglio le battaglie più difficili.
La sfida ora è trovare soluzioni sostenibili, preservando l’anima combattiva che ha contraddistinto il Napoli finora, senza soccombere alla pressione di un calendario spietato.








