Durante il periodo di ricovero di mia madre all’ospedale Ingrassia, che è durato dal 10 dicembre all’18 dicembre, si sono verificati gravi errori che hanno portato alla sua prematura scomparsa il 20 dicembre. Nonostante le sue condizioni fossero già critiche, solo il giorno successivo è stata trasferita in Medicina Generale, quando ormai era troppo tardi per salvarla. Romina Gelardi, figlia della defunta Maria Ruggia, ha deciso di agire legalmente presentando una denuncia per negligenza medica.Assistita dall’avvocato Andrea Dell’Aira, Romina ha chiesto alla procura di indagare sulle responsabilità del personale sanitario coinvolto. La polizia è intervenuta sequestrando le cartelle cliniche e la salma della donna per consentire l’autopsia presso l’istituto di medicina legale. La figlia ha dichiarato che durante il ricovero non sono state prese in considerazione le gravi condizioni cliniche di sua madre, affetta da patologie cardiache, tumore al seno e diabete.Romina ha evidenziato che la madre è stata ricoverata con sintomi quali inappetenza e nausea persistenti, ma non è stata sottoposta a una terapia antibiotica preventiva adeguata considerando la sua fragilità. Inoltre, i medici non avrebbero riconosciuto i segni evidenti di sepsi come la mancanza prolungata dell’urgenza di urinare. Questi gravi errori hanno portato alla tragica morte della signora Ruggia e ora la famiglia cerca giustizia per quanto accaduto.
Negligenza medica all’ospedale Ingrassia: figlia denuncia gravi errori nella cura della madre.
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