Il 58° anniversario del devastante terremoto che colpì la Valle del Belìce, una ferita ancora aperta nel tessuto sociale e culturale della Sicilia, sarà commemorato attraverso un intenso programma di eventi diffusi tra le comunità colpite, da Montevago a Poggioreale.
L’iniziativa, che si svolgerà tra il 14 gennaio e il 19 gennaio, non si limita a una mera rievocazione del passato, ma si propone di onorare la memoria delle vittime, celebrare la resilienza delle comunità e riflettere sul significato profondo di un evento che ha segnato un’epoca.
A Montevago, l’apertura delle celebrazioni sarà segnata dall’inaugurazione dei lavori di restauro della vecchia chiesa madre, un simbolo tangibile del patrimonio storico e spirituale della comunità, e dall’intitolazione dell’area antistante a Monsignor Antonio Migliore, figura chiave nel supporto alle popolazioni colpite.
La fiaccolata serale offrirà un momento di raccoglimento e di condivisione del dolore, illuminando la notte con la speranza di un futuro di pace e ricostruzione.
A Salaparuta, la deposizione di una corona d’alloro al monumento delle vittime e la successiva celebrazione eucaristica presieduta da Monsignor Angelo Giurdanella, Vescovo della diocesi, rappresentano un omaggio solenne e una preghiera per le anime perdute e per la comunità.
Santa Margherita Belìce sarà teatro di un’occasione più ampia, che unisce la memoria del terremoto al riconoscimento del contributo civico.
Il conferimento della cittadinanza onoraria all’ex senatore Vito Bellafiore, figura di spicco nella vita politica e sociale della regione, e al giornalista Rai Maurizio Di Liberto, testimone e narratore delle storie del Belìce, sottolinea l’importanza del impegno civile e della comunicazione responsabile.
La presentazione dei libri ‘L’ascesa della felicità’ di Danilo Dolci, accompagnata dalla presenza del figlio Amico, e ‘Storia del Belìce’ di Vito Bellafiore, offre un’occasione unica per approfondire la storia del territorio, la sua cultura e le sfide affrontate, mentre la proiezione del docufilm ‘Sulle rive del Belìce’ restituisce immagini e testimonianze che emozionano e commuovono.
Gibellina, rinata come “capitale dell’arte contemporanea”, accoglierà la cerimonia d’inaugurazione con la presenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, simboleggiando la capacità dell’arte di trasformare il dolore in bellezza e di offrire nuove prospettive di futuro.
A Partanna e Santa Ninfa, le celebrazioni proseguiranno con momenti di preghiera e riflessione comunitaria, culminando a Poggioreale, dove la Santa Messa presieduta dal Vescovo di Mazara del Vallo offrirà un’occasione di rinnovamento spirituale e di rinnovata fiducia nel futuro, a 58 anni da quel catastrofico evento che ha segnato per sempre la Valle del Belìce.
Il programma nel suo complesso è un tributo alla tenacia e all’ingegno delle comunità che, nonostante le avversità, sono riuscite a ricostruire le proprie vite e a preservare la memoria di un passato doloroso, guardando avanti con speranza e determinazione.








