Belìce, campo accoglienza per migranti: un’occasione di riscatto.

Nell’area del Belìce, in particolare a Campobello di Mazara, si sta configurando una risposta strutturata per affrontare le esigenze abitative di un flusso migratorio stagionale intrinsecamente legato all’economia locale.

L’iniziativa, coordinata dal comitato locale della Croce Rossa Italiana, si concretizza con l’allestimento di un campo accoglienza all’interno dell’ex oleificio ‘Fontane d’oro’, un bene precedentemente sottratto al controllo mafioso e ora restituito alla collettività.

La struttura, dotata di unità abitative fornite dall’UNHCR e gestita in collaborazione con la prefettura di Trapani, rappresenta un tassello fondamentale per contrastare le condizioni di precarietà che spesso affliggono i migranti economici impiegati nella raccolta delle pregiate olive Nocellara.
L’afflusso di persone, in questo periodo specifico dell’anno, testimonia un legame profondo tra la migrazione e l’attività agricola, un binomio che contribuisce in maniera significativa all’economia del territorio.

L’impegno della Regione Siciliana, attraverso il dipartimento regionale della protezione civile, si traduce in un finanziamento di 50.000 euro destinati al Comune, che a sua volta ha delegato alla Croce Rossa Italiana la responsabilità del montaggio, gestione e smontaggio del campo.

Questo intervento non si limita a fornire un riparo temporaneo, ma aspira a garantire standard minimi di igiene e dignità per coloro che si trovano in una situazione di vulnerabilità.

I recenti interventi di ampliamento – che hanno visto la realizzazione di un complesso igienico con servizi igienici e docce, unitamente alla riqualificazione del piazzale sud con asfalto e illuminazione finanziata dal Ministero dell’Interno – testimoniano un investimento significativo nel miglioramento delle infrastrutture.
Questi ampliamenti non solo aumentano la capacità ricettiva del campo, ma contribuiscono anche a creare un ambiente più salubre e sicuro per gli ospiti, promuovendo la loro integrazione e facilitando l’accesso a servizi essenziali.

L’iniziativa sottolinea un approccio proattivo alla gestione dei flussi migratori, combinando assistenza umanitaria, sviluppo economico locale e riappropriazione di beni confiscati alla criminalità organizzata per il bene della comunità.

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