L’economia italiana rileva una ripresa dinamica dell’export verso i mercati globali, una tendenza che si manifesta con particolare vivacità in Sicilia.
L’analisi condotta dall’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, riferita ai primi nove mesi del 2025, evidenzia una performance eccezionale dell’export siciliano, in cui spicca la provincia di Enna con una crescita sbalorditiva del 582,4% verso gli Stati Uniti, un dato che la posiziona al secondo posto a livello nazionale, superando la media nazionale (+7,7% rispetto allo stesso periodo del 2024).
Questo successo è primariamente trainato dal settore agroalimentare, con prodotti come il miele, i legumi, le confetture di frutta, i formaggi artigianali e i pregiati funghi che conquistano i palati americani.
A livello provinciale, la performance complessiva mostra una marcata eterogeneità.
Palermo si distingue come leader incontrastata con un incremento del 160,6%, affermandosi come prima provincia italiana per export mondiale.
Questa crescita riflette la capacità produttiva e l’apertura commerciale di un territorio che si è saputo proiettare sui mercati internazionali.
In netto contrasto, la provincia di Caltanissetta registra una contrazione del -24,2%, un segnale di difficoltà che necessita di un’attenta analisi per individuare le cause e implementare strategie di supporto.
Enna si colloca al quinto posto in Italia per crescita complessiva dell’export (+64,2%), mentre Trapani (+15,8%), Catania (+10,3%) e Agrigento (+0,5%) mostrano incrementi più contenuti.
Le province di Ragusa (-3,1%), Messina (-3,3%) e Siracusa (-19,8%) faticano a mantenere la competitività, con quest’ultima che si piazza in coda alla classifica nazionale.
L’analisi specifica dei mercati di destinazione rivela dinamiche differenti.
Mentre Caltanissetta, pur in difficoltà complessiva, si posiziona undicesima in Italia per export negli Stati Uniti con un +58,6%, Palermo si attesta diciannovesima con un +16,8%, Agrigento +6%, Ragusa +2,4%, Trapani +0,6%.
Catania, con un -13,4%, e Siracusa, ultima in classifica con un pesante -88,5%, denotano una marcata difficoltà nel raggiungere il mercato statunitense.
Questo scenario complesso sottolinea l’importanza di politiche mirate a sostenere le province in difficoltà e a rafforzare la competitività dell’intero tessuto economico siciliano.
La capacità di diversificare i mercati di esportazione, di innovare l’offerta di prodotti agroalimentari e di promuovere la collaborazione tra imprese e istituzioni si rivela cruciale per consolidare la ripresa e per garantire una crescita sostenibile nel lungo periodo.
Il caso di Enna, con la sua crescita esponenziale, rappresenta un esempio virtuoso da studiare e replicare, mentre la situazione di Siracusa impone un’indagine approfondita per individuare le cause strutturali e attuare interventi correttivi.
L’export siciliano, pur con le sue sfide, si conferma un motore fondamentale per l’economia dell’isola e dell’intero Paese.

