Il calendario storico dell’Arma dei Carabinieri, un’istituzione editoriale giunta alla sua novantunesima edizione, ha inaugurato il 2026 con una presentazione solenne presso la caserma Giacinto Carini di Palermo.
Un’iniziativa replicata simultaneamente in tutti gli altri otto comandi provinciali siciliani, testimoniando la capillare diffusione e l’importanza di questa pubblicazione nel tessuto sociale dell’isola e del Paese intero.
Ben oltre un semplice calendario, questo prodotto editoriale si configura come un vero e proprio patrimonio culturale, un ponte generazionale che ha superato il limite di un milione e duecento mila copie stampate e si è diffuso globalmente attraverso traduzioni in otto lingue principali – inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese, giapponese, cinese e arabo – arricchite da edizioni locali in sardo e friulano, a sottolineare l’aderenza a identità linguistiche e culturali regionali.
Da decenni, il calendario storico non si limita a segnare il tempo, ma ne celebra il significato profondo, irrobustendo il legame tra l’Arma dei Carabinieri e la collettività.
La sua presenza costante in scuole, uffici e abitazioni lo ha trasformato in un simbolo di memoria condivisa, capace di evocare ricordi e valori che trascendono le divisioni temporali, creando un senso di appartenenza che unisce diverse generazioni.
L’edizione 2026, come le precedenti, si distingue per la sua capacità di coniugare arte e racconto.
Le suggestive tavole, realizzate dal talentuoso René (Luigi Valeno), interprete di spicco della nuova Pop Art italiana, catturano con vitalità e luminosità la presenza dei carabinieri nella quotidianità del Paese, incarnando figure che operano con dedizione e umanità.
A impreziosire ulteriormente il calendario, un racconto inedito curato dalla penna magistrale di Maurizio De Giovanni.
Quest’anno, la narrazione si sviluppa attraverso la prospettiva intima e sincera di un giovane carabiniere, appena entrato in servizio, che scrive ai suoi genitori.
Questa forma epistolare permette di esplorare le motivazioni che lo hanno spinto a scegliere la carriera militare, offrendo una riflessione intima sul significato del servizio e la responsabilità che ne consegue.
Le lettere non sono solo un racconto di formazione, ma un omaggio ai valori fondamentali dell’Arma: coraggio, lealtà, solidarietà e un profondo senso del dovere verso la comunità.
Attraverso le sue parole, emergono storie di generosità, esempi di altruismo che illuminano le sfide e le ricchezze di una vita dedicata al servizio e alla tutela del bene comune, rafforzando l’immagine dell’Arma come presidio sicuro e punto di riferimento per ogni cittadino.

