Caltanissetta è nuovamente assediata da una grave crisi idrica, un fenomeno che si ripete ciclicamente e che mette a dura prova la tenuta sociale ed economica del territorio.
Intere aree della città si trovano senza acqua da giorni, mentre in altre le erogazioni sono intermittenti e insufficienti, generando disagi e frustrazione tra i cittadini.
La situazione ha spinto il vescovo Mario Russotto a convocare un tavolo di confronto istituzionale per il 19 settembre, un gesto che testimonia la gravità percepita della crisi e la necessità di un intervento coordinato.
Alla riunione, che si terrà presso l’auditorium del seminario vescovile, sono stati invitati rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, tra cui il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, l’Assessore regionale per l’Acqua, l’energia e i rifiuti, e dirigenti delle società di gestione idrica Siciliacque e Caltaqua.
L’obiettivo è quello di analizzare le cause del problema, definire soluzioni concrete e stabilire un cronoprogramma per il ripristino della piena funzionalità del servizio idrico integrato.
Parallelamente alle iniziative istituzionali, il comitato delle mamme, voce autorevole e rappresentativa delle famiglie nissene, ha annunciato nuove manifestazioni di protesta qualora la situazione non dovesse migliorare.
La presidente Annalisa Sferrazza denuncia un divario preoccupante tra la percezione di tranquillità mostrata dalla classe politica e le reali difficoltà affrontate dai cittadini.
Esempi concreti, come la prolungata assenza di acqua in via Luigi Rizzo e la scarsa pressione idrica in via Turati, rendono tangibile la sofferenza della popolazione, che si trova costretta a gestire con difficoltà le attività quotidiane, soprattutto in vista della riapertura delle scuole.
La necessità di garantire l’igiene e la sanità dei bambini, un diritto fondamentale, si scontra con la precarietà del servizio idrico.
Il disagio non si limita alle aree centrali della città, ma si estende anche alle periferie, come evidenziato dal comitato di quartiere Gibil Gabib.
I residenti di questo quartiere sono costretti a ricorrere al servizio di autobotti, con costi proibitivi che aggravano ulteriormente la loro condizione.
Salvatore Granata, presidente del comitato, definisce la crisi “una vergogna strutturale”, frutto di anni di negligenza e inefficienza.
La mancanza di infrastrutture adeguate, l’assenza di investimenti mirati e l’incapacità di prevedere e prevenire le criticità hanno contribuito a creare una situazione insostenibile.
Le domande poste dal presidente del comitato – perché Caltaqua non ha ancora realizzato le nuove tubature? perché Comune e Regione non impongono un tetto massimo ai costi delle autobotti? – sono un appello alla responsabilità e all’azione.
La crisi idrica di Caltanissetta non è un evento isolato, ma una manifestazione di un problema più ampio che affligge il territorio siciliano.
Richiede un approccio sistemico, che coinvolga tutte le istituzioni e gli attori coinvolti, e che ponga al centro il diritto dei cittadini all’acqua, una risorsa preziosa e fondamentale per la vita e lo sviluppo sostenibile.
La convocazione del tavolo di confronto e le manifestazioni di protesta rappresentano due facce della stessa medaglia, un monito a non dimenticare la necessità di un cambiamento radicale e di un impegno concreto per garantire un futuro idrico più sicuro e sostenibile per Caltanissetta e per l’intera Sicilia.

