Campobello di Mazara: 3000 nibbi bruni si rifocillano durante la migrazione.

Un fenomeno straordinario si è manifestato a Campobello di Mazara, in provincia di Trapani, dove un numero eccezionale di nibbi bruni – stimato in circa tremila esemplari – è stato osservato in prossimità di una stazione di alimentazione supplementare.

Questa concentrazione inusuale, verificatasi in diverse occasioni a partire da agosto, testimonia l’importanza cruciale di questa area come punto di rifornimento energetico per i rapaci durante le complesse rotte migratorie autunnali che li conducono dall’Europa all’Africa.
L’iniziativa, sostenuta da Rewilding Europe e gestita dal centro rapaci minacciati (Cerm), prevede la distribuzione di circa 1.500 kg di carne cruda in un’area messa a disposizione dal Comune di Campobello di Mazara, in particolare nella contrada Campana, zona di Sciare.

Questa stazione di alimentazione, configurata come un “carnario”, non attira solo nibbi bruni, ma funge da rifugio e risorsa per una vasta gamma di specie di rapaci: fototrappole hanno documentato il passaggio di giovani e adulti capovaccai, falchi di palude e diverse aquile anatraie minori, evidenziando la sua rilevanza ecologica a livello di comunità avifauna.

La scelta di localizzare questa stazione di alimentazione non è casuale.
La sua posizione strategica, a breve distanza dalla costa sud-occidentale siciliana e dalle isole Egadi, rappresenta un punto di sosta vitale per i rapaci che si preparano all’impegnativo attraversamento del Mediterraneo.
Le Egadi, infatti, costituiscono spesso il trampolino di lancio per questo viaggio migratorio, che mette a dura prova le risorse energetiche degli uccelli.
Questo fenomeno sottolinea l’interconnessione tra le aree di riproduzione in Europa e i siti di svernamento in Africa, e mette in luce l’importanza cruciale di fornire supporto ai rapaci durante le loro migrazioni.

La stazione di alimentazione di Campobello di Mazara non è solo un punto di rifornimento, ma un elemento chiave per la conservazione di queste specie, contribuendo a garantire il successo della migrazione e la sopravvivenza dei rapaci lungo le loro rotte.
L’osservazione di un numero così elevato di esemplari conferma il valore di questa iniziativa, che si rivela un esempio virtuoso di gestione del territorio a favore della biodiversità e della protezione delle specie minacciate.

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